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‘Ndrangheta: collaboratrice di giustizia suicida

REGGIO CALABRIA – Maria Concetta Cacciola, testimone di giustizia di 31 anni, si è suicidata oggi ingerendo dell’acido muriato a Rosarno, in provincia di Reggio Calabria.

REGGIO CALABRIA – Maria Concetta Cacciola, testimone di giustizia di 31 anni, si è suicidata oggi ingerendo dell’acido muriato a Rosarno, in provincia di Reggio Calabria. La madre, scrive in una lettera inviata alla Gazzetta del Sud: “Non so se mia figlia è mai stata un’autentica collaboratrice di giustizia ovvero se sia stata indotta per disegni altrui a tale ruolo ma per rispetto degli organi inquirenti e della magistratura non svelerò oggi tutto ciò che è a mia conoscenza”. La donna, inoltre, aggiunge: “Lo farò solo dopo averlo denunciato a dette autorità, a seguito mi farò promotrice di informarvi. Mia figlia quando è ritornata a casa lo ha fatto in maniera definitiva e non solo per riabbracciare momentaneamente i suoi figli o in attesa del perfezionamento della pratica di protezione nei loro confronti”. Salvatore Cacciola, marito della donna suicida, insieme al presunto boss della cosca Bellocco, sarebbe stato detenuto nello stesso periodo. La madre, ha inoltre aggiunto di non aver mai avuto relazioni di qualsivoglia tipo con tale Gregorio Bellocco, capo della cosca dei Bellocco, tantomeno la figlia, il marito o eventuali parenti terzi. Le dichiarazioni effettuate alle autorità saranno presto disponibili e rese pubbliche.

 

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