A Mezzegra una lapide per Claretta Petacci. L'Anpi protesta
MEZZEGRA - A ben 67 anni dalla morta di Benito Mussolini e Claretta Petacci, continuano ancora le polemiche intorno all'opportunità di dedicare ai due lapidi o monumenti vari ed eventuali.
MEZZEGRA - A ben 67 anni dalla morta di Benito Mussolini e Claretta Petacci, continuano ancora le polemiche intorno all'opportunità di dedicare ai due lapidi o monumenti vari ed eventuali. L'ultima provocazione della serie arriva, guarda caso, proprio dalla Lombardia, e più precisamente da Mezzegra (Como), il paesino in cui i due furono uccisi il 28 aprile del 1945. L'Unione nazionale combattenti di Como della Repubblica sociale italiana, tramite il suo presidente Mario Nicolini, ha spiegato così l'idea di dedicare a Claretta Petacci una lapide da incastonare nel muretto di Villa Belmonte, il luogo dove sarebbe avvenuta la fucilazione dei due amanti: "Il nostro è un omaggio a una donna coraggiosa, innamorata, che si è buttata davanti ai fucili sperando di salvare la vita al duce".
POLEMICA - Pare che sia addirittura il 27esimo anno consecutivo che i repubblichini presentano questa richiesta al Comune di Mezzegra. E ci è voluto un sindaco della Lega Nord per dare l'approvazione: la cerimonia di commemorazione dovrebbe tenersi il prossimo 29 aprile, ma le reazioni contrarie sono già tantissime. L'Associazione nazionale dei partigiani (Anpi) già parla di "decisione gravissima" e dunque la realizzazione dell'opera appare quanto mai difficile, nonostante l'impegno del sindaco affinchè l'annosa questione si risolva.
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