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Acquisti on line: Groupon e Groupalia a rischio class action

ROMA - Groupon e Groupalia sono nel bel mezzo di una rovente polemica a causa di alcuni disservizi che rischiano di costare molto cari ai due siti.

Groupon e Groupalia a rischio class action

ROMA - Groupon e Groupalia sono nel bel mezzo di una rovente polemica a causa di alcuni disservizi che rischiano di costare molto cari ai due siti. Su Facebook sta infatti montando la rabbia dei tanti che hanno effettuato shopping on line, ma invece che la merce desiderata non hanno avuto che problemi: prodotti pagati e mai consegnati, rimborsi in forte ritardo, assistenza clienti che non esiste. Insomma, tutto il campionario delle cose che non dovrebbero succedere e che, invece, sono capitate a chi ha compiuto acquisti nella speranza di ottenere dei vantaggi rimanendo, al contrario, clamorosamente beffati. L'idea dei clienti-consumatori, visto che dai due siti non arrivano risposte, è allora molto semplice: "Intesa sui risarcimenti o class action".

 

 

CLASS ACTION - Su Facebook sono in piena attività i gruppi "Groupon, problemi e denunce" e "Per tutti quelli che aspettano risposte da Groupalia". I problemi di chi ha deciso di aderirvi sono più o meno gli stessi: incertezza sui rimborsi e sui tempi per ottenerli, ritardi nella consegna della merce acquistata, ma anche non conformità tra ciò che si acquista e quello che realmente si ottiene. Un esempio? Alcuni si lamentano di essere stati trattati male al ristorante solo per aver acquistato un "deal" scontato. Altri hanno dovuto rinunciare alla prenotazione in hotel poichè avevano comprato una stanza in offerta. A Torino il caso più emblematico: c'è gente che ha pagato 25 euro per iscriversi ad una palestra che in realtà non ha mai aperto. Siccome lamentarsi con Groupon e Groupalia è praticamente impossibile, ecco l'idea dei consumatori: ottenere un risarcimento in tempi rapidi (entro il 30 gennaio è il tempo limite fissato dalle associazioni dei consumatori) oppure portare tutti davanti al Tribunale di Milano. Anche l'Antitrust è vigile, visto che Groupon era finito nel suo mirino in seguito alla segnalazione dell'ordine dei medici.

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