Ieri 31 agosto si è spento a 50 anni, dopo una lunga lotta con un male incurabile, l'ex ciclista francese Laurent Fignon, meglio noto come il professore per via dei suoi caratteristici occhialini e della passione per i libri antichi. Fignon è stato un simbolo per il ciclismo mondiale negli anni ottanta dove ha vinto due Tour, un Giro d'Italia ottenendo anche due secondi posti al Giro 1984 e al Tour 1989. Passato alla ribalta nel 1983 dove invece il suo primo Tour, Fignon si conferma l'anno successivo strapazzando anche quello che avrebbe dovuto essere il suo capitano: Bernard Hinault. Dopo una serie di infortuni eccolo tornare ai massimi livelli nel 1989 dove va a vincere il Giro d'Italia e sfiora la doppietta con il Tour cedendo per appena 8'' all'americano Le Mond, che recupera lo svantaggio nell'ultima cronometro. Negli ultimi anni Fignon commentava il Tour de France per l'emittente France 2 e aveva scritto nel 2009 pure la sua biografia intitolata “Eravamo giovani e spensierati”. Nel corso della presentazione del libro aveva confessato al mondo di avere un cancro in stadio avanzato e di aver assunto cortisone e anfetamine negli anni ottanta. Una confessione dura da digerire ma che non toglie la classe e la forza straordinaria dimostrata da Fignon in bicicletta e in quest'ultima battaglia dove, anche stavolta, ha dato tutto fino alla fine.