Aleppo: 20 soldati siriani giustiziati dai ribelli (Video)
Lo scorso lunedì ben due video amatoriali pubblicati su YouTube hanno mostrato quelle che sembrano essere le immagini di 20 soldati siriani, bendati, ammanettati e uccisi. Secondo le prime informazioni sarebbero stati giustiziati dai combattenti ribelli nella città settentrionale di Aleppo.
Uno dei video mostra degli uomini vestiti con uniformi militari, stesi lungo una strada con la testa insanguinata distesi su un marciapiede. Gli uomini che nel video sembrano essere combattenti ribelli sono in possesso di fucili d'assalto e chiamano i soldati morti "cani di Assad". Non è stato possibile verificare l'autenticità del video. Un uomo fuori campo, riprendendo da una macchina con il nome della brigata scritta sul cofano, ha dichiarato: "La brigata Suleiman al-Farisi ha ucciso diversi membri della sicurezza (di stato)". La brigata Suleiman al-Farisi è una delle numerose unità proveniente dalle vicine province di Aleppo, che hanno preso le armi contro il regime di Assad e spinto nella stessa città. Rami Abdulrahman, capo dell'opposizione con sede a Londra, l'Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (Syrian Observatory for Human Rights), ha riferito a Reuters che quattro persone in Aleppo gli avevano raccontato dell'episodio, che si ritiene sia avvenuto venerdì o sabato. "I soldati erano del distretto di Aleppo Sekenat Hanano ma sono stati uccisi nel distretto di Sabaa Baharat", ha detto al telefono a Reuters. Si ritiene che più di 27.300 persone siano morte nella rivolta per rovesciare il presidente Bashar al-Assad, che dura da più di 17 mesi.
Mentre la violenza continua ad imperversare le Nazioni Unite hanno raggiunto un'impasse diplomatica sulla Siria. Gli Stati Uniti e la Russia non sono d'accordo sulla proposta russa di una nuova risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che chiede un cessate il fuoco e la transizione politica che gli Stati Uniti ritengono inappropriata. Nella speranza di un altro tentativo per cercare di fermare la violenza in Siria, il nuovo inviato delle Nazioni Unite della lega araba in Siria, Lakhdar Brahimi, che sostituisce Kofi Annan, ha iniziato la sua prima missione, visitando il Cairo. E' anche prevista una visita a Damasco, la capitale siriana, in un paio di giorni, e ha dichiarato che si tratta diuna "missione molto difficile". Il capo redattore del giornale siriano Tribune, Dubai Mohamad, ha detto a RT.com che Brahimi potrebbe avere una chance se riesce a persuadere questi paesi rifornendo i ribelli con armi e denaro, "Proprio come abbiamo detto a proposito Annan, solo se i paesi appoggiano i ribelli e inviano armi e denaro si metterà fine a tutto questo, [allora] potremmo avere una soluzione pacifica alla crisi. Se Lakhdar Brahimi è in grado di convincere questi paesi e ne dubito, allora, sì, che avrà una possibilità ", ha detto.

