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Attacco all'Iran: motivi, alleanze e terza guerra mondiale

Shimon Peres, presidente dello stato d'Israele e certamente non considerabile un "falco" (ma direi piuttosto una "colomba"), ha sostenuto in un'intervista televisiva che è "sempre più probabile un attacco militare all'Iran".

Shimon Peres, presidente dello stato d'Israele e certamente non considerabile un "falco" (ma direi piuttosto una "colomba"), ha sostenuto in un'intervista televisiva che è "sempre più probabile un attacco militare all'Iran". Tre settimane fa è stato sventato un possibile attentato al principe ereditario saudita, ambasciatore dell'Arabia Saudita a Washington, e il mandante è stato immediatamente identificato con l'Iran, che aveva, secondo la versione statunitense, ingaggiato un uomo (riconosciuto appassionato di Jack Daniels e che soffre di perdita di memoria a breve termine), attraverso i suoi agenti segreti di stanza negli Usa, per eseguire l'attentato. Naturalmente si sono subito trovate altre interpretazioni, ben diverse e comunque autorevoli. Comunque è chiaro a tutti o quasi che questo presunto attentato ha come principale conseguenza un'inasprimento della tensione tra la comunità politica occidentale e l'Iran.

ATTACCO ALL'IRAN

Quattro giorni fa era apparsa sul Guardian una notizia che rivelava che un'operazione militare, da parte di Usa e Gran Bretagna, contro l'Iran era già stata pianificata e che potrebbe essere lanciata nei prossimi mesi, forse in primavera. Ora giunge, anche se non così inaspettata, la dichiarazione di uno degli uomini politici israeliani più moderati che prospetta una futura guerra con l'Iran. Ma i motivi di un accanimento del genere è davvero solo per il timore che Teheran si stia dotando della Bomba? A parte che non si ha ancora la certezza (la "pistola fumante") che l'arricchimento sia per civile o nucleare, bisogna ricordarsi di altri motivi, forse meno pubblicizzati.

UN MOTIVO VERO

Nel 2008 l'Iran ha aperto una borsa petrolifera, situata sull'isola di Kish, che scambia il petrolio con altre valute diverse dal dollaro. Come si sa la maggior parte del petrolio nel mondo viene scambiato in tre borse (Londra, New York e Atlanta) e naturalmente sempre in dollari: è per questo che il dollaro americano è stato sempre considerato come moneta di riferimento ( e quindi anche moneta principalmente usata nel mondo). La scelta iraniana è stata appoggiata da Giappone e Cina fin dall'inizio, e dall'aprile 2011 in cui la borsa si è aperta a tutti i contratti internazionali permessi dalla legge islamica: in questa borsa si tratta principalmente in euro, yen, ryal iraniano e rublo russo. La borsa di Kish è un vero motivo degli Usa per sferrare un attacco al'Iran e togliere di mezzo gli Ayatollah, che impediscono l'apertura del paese alla "invasione occidentale", soprattutto se ci si ricorda che un borsa petrolifera che utilizzasse l'euro avevano provato a realizzarla anche Gheddafi e Saddam Hussein

CINA E RUSSIA

Cina e Russia sono legate all'Iran da relazioni continue e importanti negli ultimi anni. Innanzitutto per motivi energetici: l'Iran è i secondo produttore di petrolio dell'Opec e nel 2009 è diventato il principale di greggio verso la Cina, oltre ad essere da tempo un ottimo interlocutore per la Russia, ed è una normale conseguenza delle sanzioni dei paesi occidentali se l'Iran si rivolge sempre più verso oriente. Nel giugno scorso inoltre il presidente russo Dimitri Medvedev e il presidente cinese Hu Jintao hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui ribadivano il loro appoggio al programma nucleare civile dell'Iran, ricordando che l'Iran ha il diritto di usare l'energia nucleare.

GUERRA MONDIALE

Non potendo ottenere il voto del Consiglio di Sicurezza dell'Onu (a causa del veto di Cina e Russia) Usa, Gb e Israele potrebbero veramente pensare ad un attacco militare indipendente: inutile dire che un attacco di questo genere e di questa portata potrebbe facilmente far estendere il conflitto ad altri paesi, e le prospettive di una guerra di questo tipo potrebbero essere disastrose per il mondo intero. Nonostante questo bisogna rivelare che i blocchi sono ormai formati (Cina, Russia e Iran e paesi occidentali) e i punti di attrito sono sempre maggiori. I motivi per una futura guerra sono molteplici e concreti, e una guerra è sempre un buona strada da seguire per uscire da una crisi economica. Tutti speriamo di no, però domani escono i risultati dell'indagine dell'Aiea...  

 

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