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Aumentano i casi di calvizie: “Colpa della crisi economica”

Uno studio condotto dall'International Hair Research Foundation confermerebbe il legame tra crisi economica e l'aumento dei casi di calvizie e malattie dermatologiche nel nostro paese.

Aumentano i casi di calvizie: “Colpa della crisi economica”

Lo stress è uno dei mali della nostra società, i motivi per vivere periodi di stress sono sempre molti. In questo periodo dove tutto gira attorno alla crisi economica le fonti di stress sono ancora di più: difficoltà economiche, stipendio più basso sono solo alcuni dei problemi che occupano la mente degli italiani in questo periodo. Come se non bastasse non mancano i problemi legati alla salute; proprio in questo periodo si rileva infatti l’aumento di disturbi dermatologici e di tutte le patologie legate ai capelli.

Oltre alle patologie cutanee di origine autoimmune quello che preoccupa maggiormente i medici è l’aumento esponenziale di casi di calvizie, le cifre indicherebbero un preoccupante 15% in più rispetto al normale.

A sostegno di ciò è stato condotto uno studio scientifico dall’IHRF (International Hair Research Foundation). La ricerca è stata effettuata da 100 dermatologi e ipotizzerebbe uno stretto legame tra la crisi economica vissuta dagli italiani e l’aumento dei casi di calvizie. Lo studio è stato effettuato su un campione di circa 634 pazienti, con una prevalenza di uomini di età compresa tra i 35 e i 58 anni. I risultati piuttosto allarmanti confermano la prima comparsa di alopecia areata nel 6% dei pazienti osservati, normalmente la media è circa del 2%. Nel 47% dei casi si è assistito inoltre alla caduta importante e cronica dei capelli, in questo caso il dato è ancora più sconcertante visto che normalmente tale fenomeno si sviluppa con una media del 20%.

L’elenco continua non con dati migliori: dermatiti seborroiche, psoriasi e prurito diffuso sono solo alcune delle altre patologie che hanno colpito il campione analizzato. La maggior parte dei soggetti presentavano inoltre altre patologie cutanee riferibili sicuramente a fattori di stress elevati.

Fabio Rinaldi, presidente dell’IHRF, ci sintetizza quanto emerso dallo studio appena condotto: “La ricerca ha evidenziato che persone sottoposte allo stress derivante dalla perdita del lavoro e dall’incertezza del futuro sono soggette a un netto aumento di molti sintomi di patologie cutanee più o meno gravi, tra cui la perdita dei capelli e la comparsa di prurito. Naturalmente, in molti casi, l’aumento dei livelli di stress facilita la recidiva di patologie cutanee già esistenti”.

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