Austria: arrestato l'ex generale serbo che difese Sarajevo
VIENNA - Jovan Divjak, una delle figure di spicco della resistenza durante l'assedio di Sarajevo, è stato arrestato dalla polizia austriaca su richiesta delle autorità serbe che lo accusano di crimini di guerra per l'attacco ad una colonna dell'armata jugoslava nella Dobrovoljacka ulica in cui morirono 42 soldati jugoslavi.
VIENNA - Jovan Divjak, una delle figure di spicco della resistenza durante l'assedio di Sarajevo, è stato arrestato dalla polizia austriaca su richiesta delle autorità serbe che lo accusano di crimini di guerra per l'attacco ad una colonna dell'armata jugoslava nella Dobrovoljacka ulica in cui morirono 42 soldati jugoslavi. Il fatto risale al maggio del 1992, all'inizio della guerra di Bosnia. Secondo l'accusa, al convoglio era stata garantita l'uscita sicura dalla città, ed era scortato da forze Onu, quando venne attaccato dalle truppe del nascente esercito bosniaco. Il generale Divjak, nonostante fosse di etnia serba, si schierò fin dall'inizio con la popolazione di Sarajevo e assunse il comando della difesa della città. Su questa esperienza ha scritto il libro "Sarajevo mon amour". Grande sostenitore del multiculturalismo e del dialogo tra le etnie, dopo aver lasciato la carriera militare si è dedicato all'aiuto degli orfani di guerra. Il ministero degli Esteri bosniaco ha inviato alla Serbia una nota di protesta. A Sarajevo centinaia di persone si sono radunate davanti alle ambasciate austriaca e serba per protestare contro l'arresto. Proteste anche in Serbia: varie Ong hanno criticato l'arresto affermando che sarebbe molto più utile arrestare Ratko Mladic e Goran Hadzic, gli ultimi due criminali di guerra serbi ricercati dalla giustizia internazionale.
-
Ultimi articoli
-
Articoli più visti


