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I bimbi che giocano all'aperto evitano molto più spesso la miopia

Lasciate giocare i bambini all'aperto: secondo uno studio dell'Università di Bristol hanno la metà delle possibilità di diventare miopi rispetto agli altri.

I bimbi che giocano all'aperto evitano molto più spesso la miopia

Lasciate giocare i bambini all'aperto: secondo uno studio realizzato dai ricercatori dell'Università di Bristol hanno la metà delle possibilità di diventare miopi. Lo studio evidenzia come i bambini di 8 e 9 anni, se giocano regolarmente all'aperto, hanno la metà delle chance di sviluppare la miopia entro i 15 anni rispetto ai bambini che restano quasi sempre al chiuso. La ricerca ha classificato i bambini in due fasce: quelli che passano molto tempo all'aperto, ovvero almeno tre ore al giorno in estate e un'ora al giorno in inverno, e quelli che passano meno tempo all'aperto rispetto a questi parametri.

La ricerca è interessante perché oltretutto gli studiosi non sanno ancora bene perché questa permanenza all'esterno sia così benefica per l'apparato oculare. L'ipotesi di Jeremy Guggenheim della Cardiff University, uno degli esperti che ha partecipato allo studio, è che la luminosità, ovvero la ricezione di luce solare, sia effettivamente più importante del previsto per sviluppare una buona vista, questo a causa della stimolazione dei livelli di un neurotrasmettitore, la dopamina, nella retina. Il professore ricorda inoltre come un'attività storicamente indicata come causa di miopia, quale la lettura, non ha in sé le potenzialità per fare del male alla vista paragonabili invece alla generale permanenza in spazi chiusi e poco soleggiati. Insomma lo studio, pubblicato sulla rivista Investigative Opthalmology and Visual Science, se da un lato rappresenta uno stimolo interessante agli studi sulla teoria, dall'altro pare confermare un qualcosa che il buonsenso ci suggerisce in maniera quasi automatica: stare fuori fa bene. Far giocare i bambini all'aperto, inoltre, fa molto bene ai bambini. Uno studio interessante non solo per gli studiosi ma anche per i neogenitori.

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