Italo Bocchino sugli schermi di La7 lo dice chiaramente: "qui si è creata una divergenza oggettiva... o i due si chiudono in una stanza e trovano le ragioni per un nuovo patto fondativo... oppure si va alla rottura". Le divergenze nascono dal rapporto con la lega, dalle decisioni che sta prendendo il governo, e manca un confronto sul piano programmatico che aveva dato origine al partito. I finiani si affidano poi all'ideologo Campi per lanciare l'ultimatum, sfruttando l'attenzione che gli viene rivolta dai giornali avversi a Berlusconi, come La Repubblica. Nelle sue parole c'è la previsione che Fini raccoglierebbe un grande bacino elettorale trasversale, possono quindi pretendere di essere parte attiva della maggioranza, nelle scelte e nei compensi. Sembra di assistere alle stesse provocazioni e ricatti in un aula del tribunale, in cui la moglie piena di odio cerca di garantirsi gli alimenti per una serena esistenza.