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Brambilla, icona animalista e vegana, e la salumeria di famiglia

Tutti conosciamo l'amore dell'ex ministro per gli animali ma spulciando nei suoi affari qualcosa non torna...

Brambilla, icona animalista e vegana, e la salumeria di famiglia

Dal sito "La vera bestia" scopriamo che l'ex ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla, conosciuta per le sue battaglie animaliste, possedeva una nota salumeria milanese insieme al padre, "Il salumaio di Montenapoleone". La contraddizione è persino maggiore se si pensa che l'ex ministro è anche vegetariana come ha dichiarato lei: "Sono vegetariana non posso né voglio imporre a nessuno la mia scelta etica. Chi mangia carne deve però essere consapevole, deve sapere in quali terribili condizioni sono allevati, trasportati ed uccisi gli animali di cui si nutre. E deve conoscere quali livelli di sofferenza ed atrocità si nascondano dentro il cibo che quotidianamente consuma", dopo questa dichiarazione si resta molto colpiti dal fatto che possedesse una salumeria. Dal sito del giornale "il Fatto Quotidiano" veniamo a conoscenza che oltre a questo la Brambilla fondò il gruppo Sal che importa prodotti ittici, poi allargò il business ai cibi per cani e gatti e infine nel 2001 fondò la Sotra Coast International, azienda che commercia in prodotti ittici surgelati o affumicati. Ma se qualcuno le chiede come è possibile che un animalista commerci in pesci morti lei risponde: "l’ittica rappresenta un’inezia, ma non è che posso rifiutarmi di commercializzarla, per lo stesso motivo per cui, se vendi la Coca Cola, devi prenderti anche la Fanta”. Per questo ingente commercio di salmoni e crostacei da quando il suo colore di capelli è diventato da castano a rosso i maligni la chiamano " la rossa salmonata".

La Brambilla che, come precedentemente scritto, non può imporre a tutte le persone una cultura vegetariana quindi non si può rifiutare di commercializzare pesci surgelati dovrebbe vedere le immagini della pesca oceanica dove migliaia di pesci guizzano nelle reti in agonia e il più delle volte vengono eviscerati vivi. Ci chiediamo come possa un'animalista convinta, a fronte anche dei suoi appelli contro la crudeltà con cui vengono uccisi gli animali, sostenere un commercio del genere.

Forse per i guadagni da capogiro? Come apprendiamo dal blog "Videogame" gli introiti delle sue aziende che si occupano dell'importazione dei prodotti ittici si aggirano attorno ai 45 milioni di euro, proprio la Brambilla spiega il motivo di questo successo: ''Prezzi equi per prodotti di qualita'. Ma sopratutto fare le cose mettendoci il cuore'', non è dato sapere se sia lo stesso cuore che ci mette quando fa le campagne animaliste, continua dicendo: ''e' tipico dell'imprenditore italiano, (non del manager che e' un'altra cosa) lavorare con il cuore. Vuol dire saper vedere dove c'e' un vuoto, capire, e far nascere l'idea. Non fa l'imprenditore solo per profitto, che e' importante... non e' mica San Francesco! Ma fa le proprie scelte seguendo l'istinto, non il denaro''.

Discutibile è anche la gestione del canile di Lecco da parte dell'associazione Leida (Lega italiana per la difesa degli animali) facente capo alla Brambilla, da un articolo de " Il Fatto Quotidiano" apprendiamo che il canile le era stato affidato nel 2002, senza gara d'appalto, dopo anni di polemiche ci fu un esposto alla procura di denuncia per le sofferenze subite dai cani. I tecnici della Asl dopo essersi recati nella struttura hanno visto che i cani erano costretti a vivere in spazi angusti, non era presente un'adeguata rete fognaria e ciò causava un'odore terribile, i locali erano fatiscenti e non avevano l'agibilità. La responsabilità della struttura è dell’amministrazione comunale ma per tutto il resto la Leida è responsabile, un bello smacco per una donna che racconta sempre: “A insegnarmi a camminare è stata Gari, la mamma dei nostri schnauzer” o “Da bambina pensavo che il Signore mi avesse messo al mondo per salvare tutti gli animali della Terra” oppure " “A 13 anni fermavo le donne in pelliccia e chiedevo loro se non si vergognassero a girare per strada vestite di cadaveri”. 

Gli animalisti che pensavano di aver trovato una paladina della causa "lassù" nei palazzi del Governo si dovranno ricredere.

 

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