Calcioscommesse, troppe vincite alla Tabaccheria "cara" a Buffon
Il ciclone Last Bet va avanti: mentre la giustizia ordinaria indaga sul Grosseto e sul possibile coinvolgimento dei vertici societari nelle combine, quella sportiva divulga i risultati dei primi patteggiamenti: Mirko Bellodi patteggia a 2 anni di squalifica. Intanto emergono dettagli sulla sparata da parte della magistratura sul portiere della Juve Gigi Buffon.
PARMA – Gli “piace vincere facile”, troppo facile. E' questo il sunto, parafrasando con uno spot televisivo, di quanto emerge dai controlli alla tabaccheria di Via Garibaldi a Parma, quella gestita Massimo Alfieri. Non una tabaccheria qualunque, bensì quella di un amico del portierone della Nazionale Gianluigi Buffon. La tabaccheria era divenuta oggetto di indagine dopo che il pool antiriciclaggio della Procura di Torino aveva aperto un’inchiesta su un movimento di assegni – 14, di importo compreso tra i 50mila e i 200mila euro, per un totale di 1.585.000 euro – che tra il gennaio e il settembre 2010 il portiere della Juve e della nazionale ha versato sul conto di Massimo Alfieri. L’ipotesi investigativa della Gdf era che Buffon – che non risulta indagato né a Torino né tantomeno a Cremona – quel milione e mezzo avrebbe potuto scommetterlo (ed è vietato). Dalle perquisizioni, dove è stato raccolto materiale relativo agli ultimi tre anni e non solo ai nove mesi degli assegni di Buffon, è emerso lo sconcertante fatto che 8 scommesse su 10 risultano essere vincenti.
DA IBIZA CONTE: “IO SERENO, TUTTO SI RISOLVERA'” - Si dice tranquillo Antonio Conte. L'allenatore della Juventus, iscritto nel registro degli indagati nello scandalo calcioscommesse, lancia toni distensivida Ibizia, dove è in vacanza con la Elisabetta e la figlia Vittoria. "Sono tranquillo. Tutto si risolverà" dice l'allenatore in un'intervista a Chi. "Abbiamo scelto questa meta - continua Conte parlando di Ibiza - per rilassarci". Infatti, per allontanarsi dalla bufera, l'allenatore ha scelto una vacanza in famiglia nella parte meno conosciuta dell'isola di Ibiza, Santa Eulalia, e la sua spiaggia di Es Canar. Tranquillo anche il suo avvocato Antonio De Renzi che in un intervista a Sky dell'incontro con De Martino a Cremona: "Sono andato con il collega Chiappero ad incontrare il Procuratore capo Di Martino e abbiamo avuto un colloquio molto cordiale, come immaginavamo. Apprezziamo l'operato del procuratore, volto all'accertamento della verità, posizione per posizione, un lavoro faticoso e abbiamo la massima fiducia e apprezzamento per il suo operato".
DALLA B: JOELSON FA TREMARE IL GROSSETO, LOCATELLI HA COLLABORATO – L'attaccante Brasiliano Joelson fa tremare il Grosseto. Durante l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari Guido Salvini,secondo quanto scorge, Ignacio Joelson avrebbe tirato in ballo il presidente Piero Camilli. «Mi disse — racconta Joelson parlando del direttore sportivo Andrea Iaconi — che per realizzare questo progetto voleva l’assenso del presidente Camilli». Il progetto riguardava la combine di Ancona-Grosseto del 30 aprile 2010. «La mattina dopo — prosegue Joelson — l’assenso era arrivato. Ci fece trovare la macchina dell’hotel e guidando io raggiungemmo l’autogrill dove incontrammo Dacosta con altri due giocatori dell’Ancona. Non so con esattezza chi abbia preso l’appuntamento, di certo non io, forse Turati. Iniziai a parlare con Da Costa e gli riferii quanto mi era stato chiesto di fare e cioè, se ci avessero lasciato vincere sarebbe stato loro corrisposta la somma di 30mila euro». Intanto emergono anche dettagli sulla situazione dell'ex centrocampista del Bologna Thomas Locatelli: "Ho collaborato con la giustizia, ho fatto i nomi che sapevo e questo non è bastato". Queste le prime parole dell'ex giocatore del Mantova Thomas Locatelli, coinvolto nelle indagini sul calcio scommesse, ospite di "Mattina Sport" su Raisport 1. "Chi ha fatto più nomi ha avuto uno sconto di pena maggiore e questo mi sembra incredibile - ha poi proseguito -. Una persona racconta quello che sa e se la collaborazione spontanea e sincera non basta, ma serve la quantità di informazioni per ottenere qualcosa, allora c'è qualcosa che non va. E' assurdo che la stampa associ ancora il mio nome al calcio scommesse, io sono innocente".
LA GIUSTIZIA SPORTIVA: BELLODI PATTEGGIA. ANCONA: 10 PUNTI DI PENALIZZAZIONE – Mentre la giustizia ordinaria va avanti, la giustizia sportiva pure. La quarta udienza del processo sportivo sul calcioscommesse, in corso a Roma, si è aperta con il patteggiamento di Mirko Bellodi a due anni e mezzo di squalifica. I giudici della Commissione disciplinare hanno accolto la richiesta avanzata dal calciatore del Mantova, deferito per il presunto illecito relativo alla partita Ancona-Mantova 2-2 del 30 maggio 2010: inizialmente il procuratore federale Stefano Palazzi aveva chiesto tre anni di squalifica per Bellodi. Quello del calciatore del Mantova è il 25esimo patteggiamento (18 tesserati e 7 club) del processo sportivo.
Sul fronte societario arrivano le prime indiscrezioni sulle penalizzazioni. Dieci punti di penalizzazione per l’Ancona in merito al calcio scommesse. Questo quanto ha chiesto il Procuratore federale Stefano Palazzi.
In merito a ciò, l’U.S. Ancona 1905, l’ultima stagione protagonista nel girone F di Serie D, precisa di "non essere in alcun modo coinvolta nella vicenda", che riguarda invece soltanto l’A.C. Ancona, retrocessa lo scorso anno in Terza Categoria.
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