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Caldo, gli esperti: "Tregua nel week end". Vendemmia a rischio

Secondo i metereologi l'estate afosa sta per terminare. Ultimi giorni di temperature torride per l'Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio e anche Puglia e Sicilia. Poi Beatrice porterà sollievo con piogge e grandinate. Da lunedì clima più mite. Intanto i Coltivatori danno la prime stime dei danni della siccità. Nella Franciacorta la vedemmia sarà meno prospera per almeno il 30%.

Caldo, gli esperti: "Tregua nel week end". Vendemmia a rischio

ROMA – E' il settimo e anticiclone nordafricano. I metereologi lo hanno chiamato “Lucifero” e stringerà nella morsa dell'afa tutta la penisola fino al prossimo week end. Poi burrasche di fine agosto chiamate dagli esperti “Beatrice” provocheranno un brusco abbassamento delle temperature, facendo rientrare l'allarme siccità. Allarme che oltre a causare il prosciugamento oltre lo zero idrometrico di fiumi e specchi d'acqua sta causando problemi all'agricoltura: nel bresciano è allarme per le vendemmie. Ma andiamo con ordine.

ULTIMI GIORNI DA 40 GRADI - ll portale www.ilmeteo.it in una nota informa che oggi a Firenze le temperature supereranno i 40°C. Stessa sorte per le colonnine di mercurio di altre città: le regioni più infuocate fino a sabato saranno l'Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio e anche Puglia e Sicilia con punte di 40°C nel foggiano. Oggi e domani, i giorni più caldi al centro con 40°C a Firenze, 38 a Bologna, Ferrara, Rieti, Terni, e altre città si avvicineranno ai 38 come Roma, Napoli e Bari. I 38°C saranno superati anche sul Veneto, sul resto dell'Emilia Romagna e su tutto il centrosud. Bollente Pescara con 38°C. Bolzano toccherà il record di 36°C come Milano. Caldo anche in Liguria con oltre 33°C afosi e percezione di 39°C.

NEL WEEK END PRIME PIOGGE – Primi respiri di sollievo per le zone delle Alpi e del Piemonte. Da venerdì sono infatti previste le prime piogge. Ad estendere il refrigerio ci penserà Beatrice, la burrasca di fine agosto che da Sabato sera provocherà violenti temporali verso la Lombardia. Domenica sarà il nordest ad essere colpito. Altre piogge dalla Liguria raggiungeranno la Toscana, l'Umbria e il Lazio con un temporale anche a Roma. Temporali e grandine e sul nordest potranno poi portarsi sul resto delle regioni adriatiche entro sera. La bora soffierà a Trieste verso l'Emilia Romagna e il maestrale irromperà sulla Sardegna. Lunedì tornerà il sereno e il clima sarà più mite grazie ai venti di tramontana.

SICCITA', VENDEMMIA A RISCHIO – Oltre ai consueti problemi irrigui derivanti dalla siccità sono previsti problemi per la vendemmia. E' l'allarme lanciato dalla Coldiretti per quanto riguarda il bresciano. Il caldo record di questa estate e la prolungata siccità rischiano di compromettere, infatti, parte della vendemmia appena iniziata. Parliamo in particolare delle delle uve bianche destinate alla produzione di spumanti nell’Oltrepo Pavese ed in Franciacorta dove si stima un calo di oltre il 20 per cento della produzione; ma riduzioni sono previste anche nel resto della Lombardia, in Puglia, Veneto, Toscana, Emilia-Romagna, Piemonte e Friuli Venezia Giulia. Si produrrà meno vino, ma la qualitàdovrebbe essere garantita: il 60% della produzione, precisa la Coldiretti, sarà destinata a 517 vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica (329 vini Doc, 70 Docg e 118 Igt). Inparticolare, per quanto concerne le produzioni bresciane, per la Franciacorta (la cui vendemmia parte in anticipo) la contrazione prevista nella raccolta di uve è stimata attorno al 30%. Ma si tratta di un dato provvisorio, che potrebbe anche incrementare in base al caldo di queste ultime settimane. 

IL PO PROSCIUGATO -  Specchio d'acqua e fiumi evaporati è l'altra faccia della siccità. A questo trend non fa eccezione il più lungo fiume italiano: il Po. Il livello del fiume a Cremona ha toccato il record stagionale negativo con 7 metri e 37 centimetri sotto lo zero idrometrico. In queste ore a Pavia il fiume ha una portata d’acqua di poco più di 400 metri cubi al secondo. Circa un quinto dei circa 2mila in condizioni di normalità, senza considerare gli addirittura 9mila raggiunti in periodo di piena. Se non proprio una secca storica, la peggiore comunque dell’ultimo decennio. 

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