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Carcere. Un detenuto suicida nell'Opg della provincia di Messina

Barcellona Pozzo di Gotto. All'interno dell'Ospedale psichiatrico Giudiziario, Tommaso P., detenuto in carcere dallo scorso maggio, si strangola coi suoi calzini

Carcere. Un detenuto suicida nell'Opg della provincia di Messina

Si è strangolato, usando i suoi stessi calzini, stretti intorno al collo finché non è sopraggiunto il soffocamento. Lo ha fatto a 32 anni, Tommaso P., detenuto del carcere psichiatrico di Barcellona Pozzo di Gotto, in Sicilia. Il recluso, originario di Altamura, in provincia di Bari, era stato arrestato nello scorso mese di maggio. Aveva una dipendenza legata all’alcool, e per questo motivo sarebbe a breve uscito dalla struttura di reclusione, trovando cure e dimora presso una comunità. Ipotesi che non gli era affatto piaciuta, mostrando la sua ritrosia. Rimangono drammatiche le condizioni all’interno del carcere psichiatrico di Barcellona. Si tratta dell’unico Opg (Ospedale psichiatrico generale), ancora alle dipendenze del Ministero della Giustizia. Gli altri istituti carcerari psichiatrici sul territorio, sono passati sotto lo stretto controllo del Ministero della Salute, grazie ad una modifica della legge nazionale in materia, mai recepita però dalla Regione Sicilia. Il suicidio di Tommaso P. segue a breve un altro atto di estremo autolesionismo. Lo scorso 2 luglio infatti, un altro detenuto aveva deciso di farla finita, impiccandosi alla finestra di una cella dell’istituto carcerario. Nel carcere ha fatto quindi il suo ingresso la Commissione d’Inchiesta di Ignazio Marino, per accertare le reali condizioni di vita in cui versano i detenuti dell’istituto. Già in precedenza, nel luglio del 2011, un’analoga visita a sorpresa della stessa Commissione creò una certa apprensione ed una buona dose di scandalo. All’interno di una delle celle infatti, gli ispettori trovarono un internato, legato mani e piedi al letto,  senza alcun indumento addosso. La situazione rimane allarmante, anche secondo la testimonianza del direttore del carcere, Nunziante Rosania. E’ lei che rivela la quasi totale assenza di personale qualificato per far fronte alle esigenze dei cittadini reclusi. Nella notte, a disposizione ci sono soltanto 6 agenti di polizia penitenziaria per 8 reparti. Anche se la popolazione all’interno del Opg è diminuita sensibilmente, passando da 400 a 240 persone, le condizioni esistenziali di chi lo abita rimangono particolarmente drammatiche. I due psicologi che fanno parte dello staff della struttura infatti, riescono a seguire ogni paziente soltanto per 5 ore al mese. In una tale condizione quindi, persone che hanno già un vissuto legato alla sofferenza, rischiano di vedere aggravata la loro situazione, che potrebbe culminare in atti estremi, come l’autolesionismo o, in ultima istanza, il suicidio.  

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