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Carte di credito, le truffe avvengono soprattutto online

Dal rapporto della Bce, il numero delle frodi commesse su carte di credito e bancomat è diminuito grazie all’introduzione dei microchip, ma ci sono ancora dei passi da fare soprattutto per quanto riguarda i pagamenti a distanza, online e via telefono.

Carte di credito, le truffe avvengono soprattutto online

I pagamenti elettronici con carta di credito faticano a decollare perché sono ritenuti meno sicuri, soprattutto se si devono fare acquisti a distanza, per esempio via telefono od online. A giudicare dal “Primo rapporto sulle frodi sulle carte di credito” pubblicato dalla Banca centrale europea (Bce) questi timori non sono del tutto infondati. L’istituto di Francoforte, presieduto da Mario Draghi, rileva come la maggior parte delle frodi interessi i pagamenti effettuati con la moneta elettronica.

 

Redatto insieme a 17 banche centrali nazionali, il rapporto della Bce dà uno spaccato delle truffe verificatesi fra il 2007 e il 2010 all’interno dell’area SEPA (Single Euro Payments Area), che comprende 32 Paesi (tra cui Islanda, Liechtenstein, Monaco, Norvegia e Svizzera) con un totale di 458 milioni di abitanti.

Secondo i dati raccolti nel Rapporto, il numero totale delle frodi commesse nel 2010 si è attestato a 1,26 miliardi. Grazie agli avanzamenti in campo tecnologico, in termini assoluti, le truffe si sono ridotte del 12,1% rispetto al 2009. Seppur lieve, il calo è evidente anche in termini relativi: la percentuale di frodi sul totale delle transazioni è, infatti, scesa dallo 0,045% del 2007 allo 0,04% del 2010, con un picco dello 0,05% nel 2009. Il dato più allarmante è che, fra il 2007 e il 2010, l’1,2% delle carte emesse all’interno del sistema Sepa (12 ogni mille) è stato utilizzato per scopi fraudolenti.

 

Il calo delle frodi su carta di credito è merito degli sviluppi tecnologici e, in particolare, del microchip, una tecnologia difficile da replicare e con una solida infrastruttura alle spalle. Le carte dotate di questo piccolo dispositivo integrato sono più sicure rispetto a quelle tradizionali con banda magnetica (la dimostrazione è che il numero delle frodi commesse presso i terminali ATM e POS è risultato in calo rispetto al 2007), ma lo svantaggio è che non possono essere utilizzate per transazioni telefoniche e online. Per questo tipo di pagamenti devono per forza essere impiegate le carte sprovviste di chip. Non stupisce, dunque, che nel 2010 la metà delle frodi sulle carte di credito e di debito (bancomat) abbia interessato proprio i pagamenti effettuati via email, telefono o internet. Come si legge nel Rapporto della Bce, la loro quota sul totale è, infatti, salita dal 47% al 50% mentre il valore assoluto è aumentato da 571 milioni a 648 milioni di euro nel periodo 2007-2010.

 

La conclusione alla quale giunge la Bce è che, se da una parte le frodi sulle carte sono un trend in calo rispetto agli anni precedenti, “esse richiedono misure coordinate di prevenzione e standard internazionali, in particolare per quello che riguarda la sicurezza delle transazioni su internet e quelle cross-border”.

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