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Chiesa, la prima donna sacerdote costretta a dire messa per strada

MILANO - Maria Vittoria Longhitano, la prima donna ordinata prete in Italia nell'ambito della Chiesa vetero cattolica, è stata costretta a celebrare in strada, nei giardini di via Caterina da Forlì, a Milano, la sua prima messa.

MILANO - Maria Vittoria Longhitano, la prima donna ordinata prete in Italia nell'ambito della Chiesa vetero cattolica, è stata costretta a celebrare in strada, nei giardini di via Caterina da Forlì, a Milano, la sua prima messa. La chiesa dove per cinque anni ha detto messa è a pochi metri eppure è irragiungibile. A pochi passi da quell'altare sistemato con accanto una croce di legno, nei giardini, davanti a una trentina di fedeli tra i quali ci sono omosessuali, transgender. Ad assistere ci sono Andrea, il marito, e la sorella di Maria Vittoria. Lei, spiegano, ha ricevuto il divieto a celebrare nella cappella di solito concessa ai fedeli della chiesa vetero cattolica. Ma da quando è stata ordinata sacerdote per la Chiesa vetero cattolica, che pure è in dialogo ecumenico con il Vaticano, nell'istituto don Orione, dove si trova la cappella, non può più entrare. Per celebrare messa in strada - anzi, nei giardini - una mano alla neosacerdotessa l'ha data il Comune di Milano, che ha concesso l'utilizzo del suolo e dato i permessi in due giorni. Ma dalla prossima domenica la prima donna prete forse troverà anche una chiesa: è quella della Chiesa battista in via Jacopino da Tradate e (forse) anche una chiesa Valdese. "Li però - sorride Maria Vittoria - dovrò evitare l'incenso: è l'unica cosa che non si può fare, ma una donna può stare dietro l'altare".

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