Cina, costretta dal governo ad abortire a sette mesi (FOTO CHOC)
Una donna cinese è stata costretta dalle autorità governative ad abortire al settimo mese di gravidanza perchè non aveva i soldi per pagare la tassa sul secondo figlio. Rabbia e indignazione sul web.
CINA - Feng Jiamei è una giovane donna cinese che è stata costretta ad abortire al settimo mese di gravidanza perchè non aveva i soldi necessari, 40mila yuan (quasi 4.800 euro) per aggirare la politica di controllo delle nascite del "figlio unico". Rabbia e indignazione per l'accaduto hanno preso il sopravvento tra gli internauti dopo la pubblicazioni sul web delle foto choc che ritrae la donna su un lettino con accanto il corpo del neonato. Un parente della donna ha confermato l'autenticità della foto. Si avverte che sono immagini molto crude, per chi volesse vederle può cliccare qui. La Bbc dice che sono state le autorità locali dello stato di Shaanxi, presso Zhenping, ad imporre l’aborto perché Jiamei non “aveva i soldi necessari a pagare la tassa per chi fa un secondo figlio”. Il marito racconta che la moglie è stata portata a forza in ospedale, mentre le autorità affermano che era consenziente alla procedura. Gli attivisti, che lottano per i diritti umani, fanno sapere che queste azioni sono all'ordine del giorno in Cina, dove si continua a perpetrare questa orribile violenza nei confronti delle donne. Ricordiamo che nel Paese vige la politica di controllo delle nascite imposta dal governo cinese, le famiglie che vivono in città non possono avere più di un figlio, mentre quelle che vivono nelle campagne ne possono avere due se la prima è femmina.

