Città italiane a rischio povertà
Cresce l’allarme sociale nelle città italiane.
Cresce l’allarme sociale nelle città italiane. Rimini, Massa, Brescia, Verbania, Carrara e alcune piccole località della Sardegna come Villacidro, Sanluri e Tortolì sono i comuni che, insieme al capoluogo delle nuove province di Barletta e Fermo, presentano il maggior numero di soggetti con reddito inferiore alla soglia di povertà. La drammatica situazione sociale è contenuta in una ricerca effettuata dal Centro Studi Sintesi di Venezia. L’indice del rischio di povertà locale esprime la percentuale di contribuenti che dichiarano un reddito inferiore ad una determinata soglia critica: questa soglia è variabile da comune a comune, poiché dipende dai differenti livelli di spesa per consumi delle famiglie, dalla dimensione media familiare, dal numero medio di percettori di reddito per ciascun nucleo familiare. Considerando i 117 comuni capoluogo di provincia, nel 2008 circa il 12,2% dei contribuenti (1,2 milioni di individui) dichiara un reddito inferiore alla soglia critica di povertà pari a 9.893 euro annui, a fronte del quale il reddito medio è di 26.434 euro. Se si restringe l’osservazione alle grandi città, Torino (17,5%; 16ma posizione) risulta in una situazione più rischiosa di Napoli (16,3%; 34ma posizione). La situazione sociale a Roma (12,9%; 80ma posizione) sembra molto meglio di Milano (17,5%; 17ma posizione), mentre Genova (14,4%; 54mo posto) appare più tranquilla rispetto a Venezia (16,8%; 25mo posto).
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