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Concordia. Sindacato capitani: "Schettino ok, De Falco no"

ROMA - Schettino ok, De Falco no.

Concordia. Sindacato capitani: "Schettino ok, De Falco no"

ROMA - Schettino ok, De Falco no. Succede anche questo nella nostra strana Italia. A difendere il capitano della Costa Concordia e attaccare quello della guardia Costiera è stato niente meno che l'Unione sindacale Capitani di lungo corso e direttori di macchina. Nel corso di una lunga conferenza stampa, il presidente del sindacato Antonino Nobile e il consigliere Pietro Gardella hanno spiegato le motivazioni di questa scelta.



INCHINO - "Non abbiamo nessuna intenzione di sospendere Schettino - ha detto Nobile - Non ce lo sognamo neanche. Valuteremo alla conclusione delle indagini e lo stesso discorso vale anche per l'armatore". Una scelta abbastanza comprensibile, ma ecco cosa ha detto Nobile dell'inchino: "In crociera l'inchino è una pratica usuale, sono stupidaggini che si fanno per fare divertire i passeggeri, c'è quello che ha fortuna e quello che non ce l'ha. Lo si fa anche per dimostrare che abbiamo coraggio ma ti assumi la responsabilità di quello che fai". E questa la "degna" conclusione del ragionamento: "Ci sono più morti sulle strade italiane in un week end che in un naufragio". Probabilmente Nobile si è dimenticato di annunciare l'intenzione di premiare Schettino con una coppa o una medaglia per l'impresa compiuta all'isola del Giglio, ma di sicuro Gardella non ha scordato di accusare il capitano De Falco, che nei momenti concitati del naufragio, ha cercato di riportare il comandante della Concordia sulla nave per coordinare i soccorsi.



DE FALCO - "Un eroe del cazzo", ha detto Gardella a proposito di De Falco, che ha anche motivato il suo parere: "De Falco ha detto a Schettino di andare a bordo ma era impossibile c'era una sola bistaggina da cui stavano scendendo i passeggeri, per salire avrebbe dovuto fermare il flusso dei naufraghi. E secondo De Falco avrebbe poi dovuto contare i passeggeri. Ha fatto una cosa disdicevole divulgando ai quattro venti una frase sensibile e particolare che doveva essere messa a disposizione solo della magistratura. E si è messo anche l'aureola dicendo: non sono un eroe, ho fatto il mio dovere". Se questi sono i rappresentanti del sindacato, non c'è da meravigliarsi che poi gli iscritti compiano "stupidaggini" al comando di navi grandi come una città e con 4mila passeggeri a bordo...

Commenti

ma x favore smettete di dire qst c...e prima cosa se un comandante prende una decisione e vuol fare come gli pare si assume tutte le sue responsabilità,seconda cosa tutto il mondo anche i bambini sanno che il comandante deve e ribadisco deve essere l'ultimo a lasciare la nave,terza cosa dov'era per non poter dare l'allarme subito?anche se poi non sarebbe stato niente di cui preoccuparsi almeno non sarebbese morto nessuno,quarta ed ultima cosa se il comandante nn scendeva nn c'era bisogno di dover risalire .

De Falco è un grande....!!

Nobile perchè non si mette nei panni dei familiari delle persone morte e gli dice che non è colpa del capitano e che ha fatto bene a lasciare la nave e di conseguenza i passeggeri.Sia realista!!

 

CY

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