Convivere con i figli dell'altro: le regole per essere un buon patrigno
I figli non riescono quasi mai ad instaurare fin da subito un buon rapporto con il nuovo compagno della mamma.
I figli non riescono quasi mai ad instaurare fin da subito un buon rapporto con il nuovo compagno della mamma. Il patrigno viene vissuto come un usurpatore che si inserisce abusivamente nella propria vita, colui che prende il posto del padre portandogli via la madre. Questi sentimenti possono essere più o meno espliciti e, sebbene ogni storia abbia le sue peculiari caratteristiche, ci sono delle strategie che possono essere messe in atto dal cosiddetto "terzo genitore" per cercare di costruire, nel tempo, un rapporto positivo con i figli della propria compagna. Eccone alcune:
1. Il fattore età - I bambini più grandi fanno più fatica ad instaurare un rapporto positivo col nuovo compagno della mamma perchè lo vivono come un atto di slealtà nei confronti del proprio papà. I bambini fino ai 5/6 anni sono più aperti e accettano le decisioni degli adulti.
2. La disciplina - Non cercare di comandare o rimproverare con tono minaccioso fin da subito, anche se i bambini sono maleducati, ma cercare prima di conquistare un rapporto di fiducia. La mamma e il nuovo compagno non dovrebbero mai parlare dell'educazione dei figli in loro presenza.
3. L'amicizia - Cercare di stabilire un rapporto amichevole senza cercare di sostituirsi al padre, rassicurando il bambino che il padre avrà per sempre un ruolo centrale nella sua vita.
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