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Costa: probabile iscrizione nel registro degli indagati

GROSSETO- Costa Concordia: probabili iscrizione nel registro degli indagati per i vertici della ditta.

GROSSETO- Costa Concordia: probabili iscrizione nel registro degli indagati per i vertici della ditta. Il procuratore della Toscana lancia il messaggio ai pubblici ministeri di Grosseto: “il datore di lavoro è garante e responsabile, occorre spingere lo sguardo sulle scelte fatte dall'armatore”. Nei giorni scorsi inoltre si è vociferato di “problemi e incredibili leggerezze compiute a livello di sicurezza e di organizzazione” e come ricorda lo stesso Schettino “la Costa sapeva degli inchini al giglio e anzi spingeva nel farli come forma di pubblicità”.

 

Oggi, al palazzo di giustizia, potrebbe essere il giorno di Roberto Ferrarini, l’uomo che assicurò gli elicotteri al comandante Schettino. Dovrà chiarire come mai venne ritardata l’evacuazione della nave anche se più volte definita ingovernabile.

 

Ma il procuratore generale Deidda si spinge ancora più in alto e dichiara: “la magistratura cerca i nessi causali degli eventi. Per ora l'attenzione generale si è concentrata sulle colpe del comandante, che si è rivelato tragicamente inadeguato. Ma chi lo sceglie il comandante? Occorre spingere lo sguardo sulle scelte fatte a monte dal datore di lavoro e cioè dall'armatore. E poi c'è anche il tema fondamentale della organizzazione della sicurezza: scialuppe che non scendono, personale che non sa cosa fare, scarsa preparazione a gestire l'emergenza, ordini maldestri come quello assurdo di tornare nelle cabine. La confusione che c'è stata rivela un'incredibile trascuratezza nell'applicazione delle norme di sicurezza. Invece questo settore va organizzato prima con esercitazioni e simulazioni, e l'emergenza gestita dopo. Il personale adibito al lavoro era raccogliticcio e privo di qualsiasi conoscenza specialistica e che i passeggeri abbandonati a se stessi hanno ricevuto messaggi contrastanti dal comandante e dagli altri ufficiali”.

 

Non solo il procuratore generale contro la compagnia anche la difesa di Schettino si dissocia dalla ditta Costa. L’avvocato del capitano mette in risalto come: 2le dichiarazioni rese da Schettino sui suoi colloqui di quella sera con il responsabile dell'Unità di crisi hanno aperto ulteriori filoni di indagine che potrebbero ragionevolmente orientarsi nel senso di provocare allargamenti soggettivi dell'inchiesta”.

 

Faccenda scottante e ancora molto ingarbugliata è quella riguardante il legale della Costa Crociere che si incontrò la mattina dopo il naufragio con Schettino. Gli inquirenti stanno cercando di capire che conversazione è avvenuta tra i due.

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