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Crisi, L'Aquila svetta nell'emorragia partite iva: +8%.

La crisi sta attanagliando tutto il tessuto imprenditoriale. I sintomi? L'istituzione di partite Iva: crollate del 25% rispetto allo scorso mese e del 3 percento su base annua. L'eccezione? L'Aquila.

Crisi, L'Aquila svetta nell'emorragia partite iva: +8%.

L'AQUILA – L'economia italiana è sotto assedio. Nel primo trimestre L’Istat ha confermato la stima diffusa circa un mese fa ma ha visto al ribasso sia il dato sul trend tendenziale che il dato della crescita acquisita per l’anno: in entrambi i casi si è passati da -1,3% a -1,4%. Nel primo trimestre dell'anno il prodotto interno lordo è diminuito dello 0,8% rispetto al trimestre precedente e dell'1,4% nei confronti del primo trimestre 2011. Un segnale negativo per l’economia arriva da quello che è il simbolo del lavoro in proprio: le partite Iva: nello scorso mese di aprile c’è stato un calo del 3% annuo, mentre, rispetto al mese precedente, si è registrato - ha comunicato il ministero dell’Economia - un vero e proprio crollo: meno 25,8%. Le 46.337 posizioni aperte ad aprile in tutta Italia interessano per il 42,5% il Nord, per il 22,6% il Centro e per il 34,9% il Sud, con le flessioni più marcate che vanno a colpire l'area centro-settentrionale.

ABRUZZO OK - Un dato incontrovertibile ed omogeneo in tutto il territorio nazionale. La sorpresa? L'Abruzzo ed in particolare L'Aquila. Ad aprile, in Abruzzo, sono state aperte 1.210 nuove posizioni. Il dato è stato fornito dal Dipartimento delle Finanze, pone in rilievo al crollo di oltre il 20% su base annua. Niente di stravagante con la media nazionale. Se non fosse che i dati dell'Abruzzo mostrano una controtendenza: il segno più dello 0,1%, seppure modesto, è più incoraggiante della media nazionale, in passivo del 3%. Anche all'interno del territorio abruzzese ci sono situazioni di forte disomogeneità: se L'Aquila, sulla spinta della ricostruzione post-terremoto, vede aumentare le partite Iva dell'8% rispetto ad aprile dell'anno scorso, Pescara è in caduta libera: -9,72%. Valori più stabili nel Chietino (+4,42%) e nel Teramano (-0,31%).

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