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Carne di cane sul mercato italiano? Interrogazione alla Commissione europea

Siamo sicuri che il commercio di carne di cane non raggiunga anche l'Europa? Il dubbio, supportato da una serie di elementi, è venuto all'europarlamentare Cristiana Muscardini che ha presentato un'interrogazione sulla materia alla Commissione Europea. "L’eventualità di vendere la carne anche in Occidente, spacciandola come proveniente da altre specie, motivano un importante circuito malavitoso".

Carne di cane sul mercato italiano? Interrogazione alla Commissione europea

"Esistono garanzie che il commercio di carne di cane, florido soprattutto in Thailandia, non raggiunga l’Europa? La massiccia movimentazione dei randagi che da diversi paesi confluiscono verso ipotetiche adozioni nel nord del Vecchio Continente ha a che vedere con questo mercato?". L'europarlamentare Cristiana Muscardini, vicepresidente della Commissione commercio internazionale e dell’Intergruppo animali al Parlamento Europeo ha appena presentato una nuova interrogazione alla Commissione Europea. Il suo dubbio è che la carne di cane, mangiata in paesi come la Cina e la Thailandia, possa in realtà essere venduta anche in Europa, spacciandola come proveniente da altre specie. Un commercio che potrebbe essere gestito da importanti circuiti malavitosi. “Va stroncato il traffico illegale all’origine del fenomeno criminoso. Varie organizzazioni e fondazioni si stanno strutturando per combattere il commercio clandestino di questa carne, che è gestito dalla criminalità organizzata”. E ancora, ai garanti UE: “Si è al corrente del traffico, in regola con le procedure regolamentari, di tanti cani partiti dall’Italia per la Germania, spariti poi, a seguito di inchieste rimaste senza risultati, sullo sfondo di loschi movimenti di denaro?”.

 

A scrivere della vicenda sul suo blog “Il richiamo della foresta” pubblicato su Repubblica è oggi Margherita d'Amico. "Nel rapporto si ricorda anzitutto l’allarme per il rischio di malattie quali rabbia e colera che potrebbero derivare da partite di carne di cane, al centro di un notevole business non di rado clandestino in diversi paesi asiatici – scrive la d'Amico -. In Thailandia, ad esempio, il consumo alimentare del cane è permesso, ma in teoria se ne vieta il commercio all’ingrosso". “Da tempo alcuni parlamentari europei, oltre a me, - dice la Muscardini - hanno espresso preoccupazione per il frequente transito di cani abbandonati, provenienti da alcuni paesi dell’Unione come Spagna e Italia, verso la Germania. Ufficialmente si tratta di adozioni, ma nessuno controlla cosa effettivamente ne avvenga. Risulta un po’ strano che tanti vogliano accogliere meticci di altri paesi”.


L’uso di mangiare i cani non sembra circoscritto alla sola Cina e zone limitrofe. “Spesso i cani, specie di taglia medio grande, sono impiegati nel trasporto della droga e in Italia è ancora aperta la piaga dei combattimenti – dice ancora la Muscardini -. Si può presumere che le carcasse degli animali utilizzati per la sperimentazione e per il trasporto di droga possano anch’esse finire nei mangimi, mentre le loro pelli alimentano un’altra industria. Si rendono più che mai necessari, quindi, controlli ben più accurati alle frontiere e una normativa comunitaria che renda inequivocabile l’effettivo destino di animali adottati da Paesi diversi rispetto al luogo d’origine”.

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