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Salva dei gatti, viene picchiato e licenziato: il web si mobilita

Salva dei gattini dalla morte per mano di un collega e, dopo avere subito un pestaggio, viene licenziato. Cristian Castaldi non si dichiara pentito per il suo gesto. Nel frattempo la moglie ha promosso una petizione on line per chiedere che venga ridato il lavoro a suo marito raccogliendo già ben 6000 adesioni.

Salva dei gatti, viene picchiato e licenziato: il web si mobilita

Petizione on line per chiedere un lavoro per suo marito, il quale lavorava per l'AMA, la società che si occupa della raccolta dei rifiuti a Roma, licenziato dopo essere stato insultato e avere subito un pestaggio per avere salvato dei gatti, dalla furia omicida di un suo collega. La petizione è promossa dalla moglie del protagonista della vicenda Cristian Castaldi, Federica ed è già stata firmata da oltre 6000 persone. 

 

Tutto inizia alle 10.30 del 18 febbraio 2011 nell'impianto di smaltimento dei rifiuti dell’AMA di Rocca Cencia, nel quale, da sempre, decine di gatti sono attirati dal’odore delll’immondizia. Un operaio di 50 anni scopre 4 mici nati da poco, ne prende uno e, senza motivo, lo butta a terra, uccidendolo all’istante. Cristian interviene per bloccare il collega, che già stava prendendo un altro gattino per ripetere il suo gesto; quest'ultimo reagisce inveendo contro di lui e minacciandolo di fargli fare la stessa fine dei gattiCristian, spaventato, si allontana, e l'altro butta un gattino sulla sua schiena, ma non è finita perchè per Cristian comincia un calvario di insultigrida e, alla fine, subisce un pestaggio. Lo portano all'ospedale di Tivoli: il referto parla di “trauma cranico, lesioni al volto, crisi di panico”. Cristian sporge denuncia ai carabinieri di San Vittorino.

 

"L'unica preoccupazione dell'’Ama è stata quella di coprire l’accaduto"- denuncia Cristian- "L'Ama ha scritto in un rapporto che i 4 mici erano stati trovati già morti, ma non è vero. Un collega ha preso i due superstiti e a uno gli dà ancora da mangiare. Ma a me, intanto, mi hanno licenziato". Infatti, Cristian, il 5 settembre riceve da Manpower una lettera “Stante l'impossibilità di adibirla ad altra mansione, il suo contratto è risolto”. 

L'ex operaio padre di un bimbo dopo aver lasciato gli studi universitari di Lettere “perché io, mia moglie e mio figlio dovevamo pur mangiare”,  mostra le carte che dimostrano le sue ragioni  "L'Inail ha riconosciuto l'infortunio sul lavoro! Al rientro, in agosto, mi hanno messo in permesso retribuito. Poi, il 3 settembre, mi hanno sottoposto ad accertamenti sanitari per una mansione superiore, da conduttore d'impianto, non la mia come da contratto. E così, sulla base di questa alterazione, adducendo la scusa che lo stato psico-fisico non mi consentiva di svolgere quella funzione, hanno raggiunto lo scopo di togliermi di mezzo”.“E' vero il lavoro è importante, ma non potevo star zitto, tenermi dentro una simile ingiustizia - confida con un sorriso timido – “Adesso non so se mi riprenderanno in Ama oppure, magari, troverò un lavoro con gli animali, che è sempre stato il mio sogno.Quando vedo un gatto per strada, ci penso: è stato per uno come te, cucciolo, che mi hanno licenziato, però mica sono pentito

 

Il web, ha raccolto l'invito a supportare Cristian e la sua famiglia. Federica scrive nella pagina in cui ha promosso la petizione che suo marito ha vinto  il ricorso avverso (articolo 41) sull'inidoneità stabilita dai medici dell'AMA , e scongiurata dai medici dell'ASL e chiede che sia ridato il lavoro a suo marito

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