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Terni. Ospedale S. Maria: indagati un primario e cinque medici per peculato

Bufera sull'ospedale Santa Maria di Terni. La procura della Repubblica a conclusione di una indagine condotta dai militari del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Terni ha mandato 5 avvisi di garanzia per le ipotesi di reato di: peculato e falsità ideologica.

Terni. Ospedale S. Maria: indagati un primario e cinque medici per peculato

TERNI - Bufera sull'ospedale Santa Maria. La procura della Repubblica a conclusione di una indagine condotta dai militari del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Terni ha mandato 5 avvisi di garanzia per le ipotesi di reato di: peculato e falsità ideologica.  Angelo Allegra, primario della struttura di ‘Medicina d’urgenza’ dell’ospedale ternano e quattro medici della stessa struttura, Mauro Barabani, Vittorio Bartolini, Patrizia Carnevali e Marco Giuliani.


Secondo gli inquirenti  "Gli indagati sfruttavano a proprio vantaggio il così detto regime dell’intramoenia, ovvero la possibilità consentita ai medici dipendenti dell’ospedale di erogare prestazioni private fuori dal proprio orario di lavoro, utilizzando strutture ambulatoriali e diagnostiche della struttura sanitaria pubblica". Essi non rilasciavano alcuna documentazione fiscale di queste loro prestazioni, non versavano all'ospedale il corrispettivo dovuto e, addirittura, arrivavano a elaborare cartelle cliniche false che attestavano la necessità di ricoveri urgenti per pazienti che in realtà non avevano patologie tali da giustificare l’urgenza. La pratica secondo la guardia di finanza aveva vantaggi sia per "Il medico, che dopo aver riscosso gli onorari per le visite private eseguite all’interno della struttura ospedaliera, non emetteva ai pazienti alcuna ricevuta e contemporaneamente non versava all’azienda i corrispettivi previsti dal regime di intramoenia, pari al 15% della tariffa; sia per i  pazienti, che evitavano i lunghi tempi delle liste di attesa dell’ospedale ed il pagamento del ticket, che restava totalmente a carico del servizio sanitario nazionale".


Andrea Casciari, direttore dell’azienda ospedaliera ternana, alla quale la guardia di finanza riconosce "piena collaborazione" nelle indagini ancora in corso, parla chiaro affermando che "L’azienda si ritiene ovviamente parte lesa, in questa spiacevole circostanza e si riserva  di mettere in atto tutte le azioni più opportune per i possibili danni economici e di immagine che possano esserle stati procurati".

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