Da Firenze un nuovo appello per abolire l'ergastolo
E' partito da Firenze, dalla terza edizione dell'incontro "La tortura delle carceri italiane" organizzata dall'associazione Liberarsi con il patrocinio del Cesvot e del gruppo consiliare della Federazione della Sinistra in Regione Toscana, un nuovo appello per l'abolizione dell'ergastolo in Italia e in Europa.
E' partito da Firenze, dalla terza edizione dell'incontro "La tortura delle carceri italiane" organizzata dall'associazione Liberarsi con il patrocinio del Cesvot e del gruppo consiliare della Federazione della Sinistra in Regione Toscana, un nuovo appello per l'abolizione dell'ergastolo in Italia e in Europa. I rappresentanti politici e dell'associazionismo (Liberarsi, Libera Toscana, Antigone, cooperativa Sensibili alle Foglie, Federazione Internazionale Città Sociale, Progetto Arcobaleno) hanno ribadito dalla sala delle Collezioni di Palazzo Bastogi come la situazione delle carceri in Italia si configuri ormai da tempo come una situazione di tortura: dal sovraffollamento, alla violenza dell'isolamento continuo del 41 bis, all'ergastolo bianco dgli ospedali psichiatrici giudiziari. E l'appello, che fu anche di Aldo Moro nelle sue lezioni all'università, sta iniziando a trovare alcuni gesti di concreto sostegno: dalla sentenza Sulejmanovic della Corte europea dei Diritti dell'Uomo (che ha condannato l'Italia nel 2009) alla Suprema Corte americana. Ma intanto si continua a parlare del nuovo "piano carceri" per la costruzione di edifici per la detenzione. I 9mila posti previsti, però, sarebbero insufficienti: ne servirebbero, infatti, almeno 20mila.
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