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Dedicato agli amici della Coop

«Figlia del lavoro di un padre nobile e di una madre puttana».

«Figlia del lavoro di un padre nobile e di una madre puttana». Così viene stigmatizzata la Coop dall’autore dell’articolo nel racconto Rosso scuro quasi nero, che può essere scaricato gratuitamente nella versione integrale. Leggendo la storia di un manager che scopre le radici del marchio leader della GDO italiana e se ne innamora, si comprende la sua delusione nel constatare che il “padre nobile”, riferito al lavoro delle decine di migliaia di cooperatori, abbia finito per soccombere alle logiche e agli intrighi della politica: quella “madre puttana” alla quale interessano solo il profitto e le poltrone del potere. Il racconto è quasi una “confessione”; una sorta di testamento di un manager al termine della sua carriera che cerca di emendare le responsabilità di cui ne avverte il peso, a causa della sua tardiva opposizione a logiche di parte che avrebbe dovuto combattere per tempo se fosse stato un vero amico della Coop, invece di un “amico” tra virgolette, come riconosce onestamente di essere stato. È un racconto dove non vengono elencati gli intrecci con la politica e la finanza come nel libro di Mario Frau LA COOP NON SEI TU (Editori Riuniti, 2010), perché l’autore è più interessato a ricercare le ragioni di certe scelte e i sentimenti che infine hanno prevalso sugli interessi personali. Per chi volesse approfondire l’argomento, consiglio di leggere anche l’intervista a Mario Frau pubblicata sul blog dei Lavoratori Unicoop.  

 

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