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Delitto: l'ombra della mafia torna in Brianza

Desio -torna l’ombra della mafia in Brianza.

Desio -torna l’ombra della mafia in Brianza. Un uomo di 51 anni, Paolo Vivacqua, è stato freddato questo pomeriggio con  7 colpi esplosi da una semiautomatica nel suo ufficio al piano terra di una palazzina di via Bramante da Urbino a Desio, in provincia di Monza e Brianza.

Il cadavere è stato rinvenuto alle 16 dalla moglie. Sembrerebbe che la vittima sia stata uccisa dietro la sua scrivania e sia stata trovata con il telefono ancora in mano. Per i carabinieri di Desio, che seguono le indagini con i colleghi di Monza, considerata la dinamica del delitto, si tratterebbe di un regolamento di conti nell’ambito della criminalità organizzata, anche se non vi sono ancora certezze in merito.

La vittima, originaria di Agrigento, residente in Svizzera e domiciliata a Desio, era titolare insieme ai figli di alcune ditte di commercio di metalli ferrosi, di rimessaggio e trasporto di auto ed aveva piccoli precedenti per reati fiscali. Quattro mesi dopo la maxi-operazione “Infinito”, che aveva fatto luce sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta ed i torbidi rapporti di questa con alcuni politici brianzoli, il comune di Desio, guidato da una giunta di centro-destra, si era auto-sciolto nel novembre 2010 ed in seguito commissariato.

Dopo le elezioni del 2011 si è poi insediata una nuova giunta di centro-sinistra. Del fenomeno della colonizzazione mafiosa del nord Italia, soprattutto ad opera della ‘ndrangheta calabrese, con la connivenza e la complicità di molti politici ed imprenditori locali, aveva parlato Roberto Saviano nel programma Rai “Vieni via con me” condotto da Fabio Fazio, suscitando un vespaio di polemiche da parte degli ambienti leghisti.

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