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Elezioni, Berlusconi: “ qualcuno di voi mi tradirà“

MILANO – E dopo la sconfitta, arriva il dubbio, o meglio il sospetto.

Elezioni, Berlusconi: “ qualcuno di noi ha remato contro “

MILANO – E dopo la sconfitta, arriva il dubbio, o meglio il sospetto. A conti fatti i voti persi fanno pensare, e dietro le quinte Silvio Berlusconi ha puntato l’indice, sia sui distinguo dei leghisti, ma anche sul voto ciellino, su un Formigoni che in tanti nel Pdl hanno visto assente e avrebbero invece voluto più attivo nel sostenere Letizia Moratti.

Quando si perde affiorano sempre i se e i ma, ci si accorge di un senno di poi che prima mancava. Berlusconi, a poche ore di distanza dal voto non si esprime ancora pubblicamente e quello che pensa lo esterna solo in privato; ed ecco allora che arriva l’invito ai suoi parlamentari, in conversazioni telefoniche, ad essere ottimisti e poi frasi come: «tutti dovranno rimboccarsi le maniche, perché ce la giocheremo sino all’ultimo». Ma anche al Cavaliere non mancano i dubbi, i sospetti , quando, a poche ore dalla chiusura del voto confida che: «qualcuno dei nostri ha remato contro» .

E a soli 14 giorni dalla seconda chiamata alle urne, Berlusconi attraversa, una sorta di disagio comportamentale, passando da attimi di  malumore alla scottante delusione, sino al fatalismo de: «li voglio proprio vedere i comunisti che gestiscono l’Expo!».

Intanto, iniziano a venire a galla le analisi divergenti sulle cause di un primo turno da flop, affiorate anche nelle dichiarazioni pubbliche di Letizia Moratti, parse distanti dal profilo di comunicazione adottato dal Cavaliere nei giorni scorsi.

Ma ieri, nel vertice con il Pdl, si programmavano manifesti sui centri sociali, «per indicare ai milanesi chi sono gli amici di Pisapia, per far sapere a tutti da dove viene il candidato della sinistra», segnale dunque, che il premier ancora non vuole mollare una campagna radicalizzata, dove di tutto si parla, tranne che di problemi reali di una città, di buona amministrazione. Berlusconi ha tanti volti, spera di rimontare, ma si prepara a incassare una dura sconfitta quando dice forse “ Abbiamo spaventato tanti moderati”,  ha voglia di guardare avanti, ma anche di capire bene le cifre di un voto milanese dove mancano all’appello forse troppi voti per non coltivare il sospetto. Il quadro attuale ha ancora troppe incognite per adottare una linea precisa. Di certo i problemi che si sono aperti a Milano lasciano in secondo piano alcune fantasie recenti, anche del giorno del voto, quando un Cavaliere decisamente più sereno vagheggiava addirittura di spostare Giulio Tremonti a Bankitalia, al posto di Mario Draghi, così da avere, forse, meno frizioni sino alla fine della legislatura.

 

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