Inviato da il
SOCIAL:

Trombati illustri e pensioni d'oro: a Fini assegno da 260 mila €

Sono stati esclusi dal Parlamento a seguito delle elezioni e dovranno abbandonare i palazzi romani, ma non senza pensioni e buone uscite importanti, garantite dalle loro carriere politiche pluriennali. Ecco chi sono i "trombati" illustri che lasciano il Parlamento con assegni a sei cifre.

Trombati illustri e pensioni d'oro: a Fini assegno da 260 mila €

Devono lasciare le poltrone del Parlamento ma non lo faranno di certo a mani vuote. Tra gli illustri "trombati” di questa tornata elettorale ci sono diversi esponenti del Parlamento che abbandonano i palazzi romani con assegni a sei cifre. A fare i conti con i politici silurati è Franco Bechis su Libero. Il più illustre è senz’altro il presidente della Camera Gianfranco Fini che, con il suo partito Fli, ha ottenuto meno dello 0,5% alla Camera. E proprio Fini si prepara a lasciare il Parlamento con un assegno di fine mandato che ammonta a circa 260 mila euro, netti. E, avendo più di 60 anni ed essendo in politica dal 1983, Fini potrà andare in pensione da aprile, a spese del Parlamento, percependo un assegno di circa 6.200 euro netti al mese.

Del suo stesso partito anche Italo Bocchino che potrà contare su un assegno di fine mandato di circa 150 mila euro. Niente pensione né vitalizio per lui, essendo troppo giovane. Anche Antonio Di Pietro è stato escluso, per la seconda volta, dagli Italiani. Prenderà una liquidazione di "soli" 60.000 euro essendo già stato bocciato una volta. Non solo: l'ex pm di Mani pulite da aprile potrà godere anche della pensione da parlamentare di circa 4.300 euro netti al mese.

Infine tra gli esclusi troviamo anche Emma Bonino, che lascerà l’agone politico con una liquidazione da 60 mila euro e una pensione mensile netta da 6.500 euro; Franco Marini, già presidente del Senato, che potrà godere di una liquidazione da 188 mila euro e una pensione mensile netta da 5.300 euro da aggiungersi a quella da sindacalista; Fernando Adornato, Udc che avrà una liquidazione da 112 mila euro e dall’anno prossimo una pensione mensile netta da 4.500 euro che si cumulerà a quella da giornalista.

Lontani dal Parlamento ma non dalla sua "lista paga" dunque: non li troveremo più a scaldare le poltrone della Camera o del Senato, ma li ritroveremo alla fine del mese a ritirare una pingue pensione per il loro lungo impegno politico. Pensioni con troppi zeri, pagate con i sacrifici dei contribuenti italiani.

Se trovi questo articolo su un blog diverso da "net1news.org" si tratta probabilmente di una copia non autorizzata. L'indirizzo originale di questo articolo è: Trombati illustri e pensioni d'oro: a Fini assegno da 260 mila € scritto da .