Enel bocciata: a Porto Tolle niente centrale a carbone
ROVIGO - Esultano il Wwf, Greenpeace e tutti coloro i quali avevano fatto ricorso contro l'idea dell'Enel di riconvertire la vecchia centrale di Porto Tolle in centrale a carbone.
ROVIGO - Esultano il Wwf, Greenpeace e tutti coloro i quali avevano fatto ricorso contro l'idea dell'Enel di riconvertire la vecchia centrale di Porto Tolle in centrale a carbone. Il Consiglio di Stato, infatti, ha bocciato il decreto con cui, il 29 luglio del 2009, il ministero dell'Ambiente guidato da Stefania Prestigiacomo aveva dato, invece, parere positivo all'iniziativa.
Reazioni - A presentare ricorso erano state diverse associazioniambientaliste e non: Wwf, Greenpeace, Italia nostra, operatori turistici, alberghieri e di stabilimenti balneari, associazioni di pescatori e comitati cittadini. Il Tar, nello scorso giugno, aveva respinto il ricorso, dando ragione quindi a Enel e ministero. Il Wwf sottolinea come la tecnologia a carbone pulito (che sarebbe stata usata per la centrale di Porto Tolle) in realtà sembra pulita ma non lo è, perchè "questi impianti sono dotati di desolforatori e di denitrificatori, che permettono di abbattere solo una parte delle sostanze inquinanti quali gli ossidi di zolfo e di azoto che comunque continuano ad essere sempre nettamente superiori rispetto a quelle di una centrale di pari potenza a ciclo combinato a gas". Greenpeace, invece, ricorda quanto sia pericoloso il carbone: "E' il peggior killer del clima del pianeta. Non è possibile ritenerlo ambientalmente compatibile con nulla, men che meno con una zona fragile come il Delta del Po".
Enel - Dal canto suo, l'Enel si dice ovviamete sorpresa della decisione del Consiglio di Stato e lo fa tramite un comunicato: "in attesa di conoscere le motivazioni della sentenza ricorda che questa decisione rischia di cancellare un progetto necessario per la sicurezza degli approvvigionamenti energetici del Paese e per la riduzione del costo finale dell’energia, progetto che vedeva un investimento da circa 2,5 miliardi di euro e oltre 3.000 posti di lavoro per i 5 anni necessari a costruire l’impianto e che avrebbe migliorato di molto l’ambiente con l’utilizzo delle più avanzate tecnologie di abbattimento di fumi e inquinanti".
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