Ergastolo ai genitori di Shafilea, uccisa perché "troppo inglese"
Gran Bretagna. Colpevoli di omicidio volontario: questa la sentenza che ha condannato all'ergastolo Iftikhar e Farzana Ahmed, i genitori di Shafilea, 17enne uccisa perché si sentiva inglese. Lo ha stabilito il tribunale di Chester.
Passeranno il resto della loro vita dietro le sbarre i genitori di Shafilea, la ragazzina britannica di origine pakistana uccisa nel 2003, a 17 anni, perché voleva vivere all’occidentale come i suoi coetanei. Questa la sentenza emessa dal tribunale di Chester a carico dei due imputati, che si erano dichiarati innocenti. In cella, Iftikhar e Farzana Ahmed avranno tutto il tempo di riflettere sull’orribile delitto che non hanno mai avuto il coraggio di confessare. La colpa di Shafilea, che viveva con la sua famiglia a Warrington, nel nord-ovest dell’Inghilterra, è stata quella di opporsi con tutte le sue forze alle nozze imposte con un cugino pakistano, tanto da arrivare a bere la candeggina come atto estremo di ribellione. Mamma e papà l’hanno uccisa senza alcuna pietà con un sacco di plastica infilato in gola. Davanti alla corte, comunque, una mezza confessione da parte della madre, che aveva puntato il dito contro il marito: “Quando Iftikhar è tornato a casa – è la sua testimonianza – gli ho chiesto dov’era Shafilea. E lui mi ha risposto, se ci tieni alla tua vita e a quella dei tuoi figli non mi fare più questa domanda”. Determinante la testimonianza chiave di Alesha, una delle sorelle della vittima, che ha trovato il coraggio di denunciare i suoi stessi familiari, infrangendo le regole dei cosiddetti delitti d’onore, prima fra tutte quella del silenzio. La 23enne ha raccontato ai giudici di aver visto i genitori, insieme alle altre sorelle e a suo fratello, che soffocavano Shafilea. Quando la ragazza è morta la madre avrebbe sussurrato: “È finita”. Il corpo fu ritrovato cinque mesi dopo la scomparsa, sulla sponda del fiume Kent. Nel leggere il verdetto, il procuratore ha precisato che gli imputati hanno ucciso la loro bambina perché ritenevano che il suo stile di vita “all’occidentale disonorasse” la famiglia: “La paura di essere diventati lo zimbello della comunità è stata più forte dell’amore verso vostra figlia”, ha detto il giudice guardando negli occhi Iftikhar e Farzana. Impassibile il padre, mentre sul volto della madre è spuntata qualche lacrima: forse il rimorso, forse il dolore per non essere stata capace di ribellarsi all’orrore di regole frutto solo dell’odio.

