Europride a Roma, 500 mila sfilano, gridano no alla omofobia
Ieri a Roma in 500 mila hanno sfilato contro la discriminazione e per i diritti degli omosessuali.
Ieri a Roma in 500 mila hanno sfilato contro la discriminazione e per i diritti degli omosessuali. Non erano solo gay a sfilare, c'erano famiglie, coppie etero, ragazzi e bambini, un corteo di persone senza pregiudizi, un fiume di colori e allegria, pacificamente si è concluso col concerto di Lady Gaga al Circo Massimo. Le associazioni dei genitori arcobaleno chiedono giustizia e dignità per i loro figli, il circolo Mario Mieli sfila insieme ai partecipanti che sono intervenuti da tutta europa. Alcuni dichiarano di aver trovato non poche difficoltà nella ricerca di una sistemazione "gay friendly". Moltissimi gli striscioni contro il Vaticano, primo grande ostacolo al riconoscimento di una vita sociale "integrata"; Gianni di Marco, presidente dell'Arci Gay di Pescara, definisce l'Italia "una colonia del Vaticano", rivendicando, giustamente, la dignità e l'assoluto equilibrio delle persone omosessuali , contrariamente a chi ha ben altri scandali da dover nascondere. Presente Nichi Vendola, Vladimir Luxuria, Paola Concia, deputata PD, e in una breve apparizione anche Renata Polverini, pesantemente criticata con tanto di fischi. Nel 2011 esserre costretti a chiedere con forza che si riconoscano pari diritti e dignità ad un essere umano è veramente inconcepibile, trovo che sia implicito all'esistenza il diritto di scelta, di vita, di amare e condividere ciò che vogliamo con chi decidiamo, ecco perché la rappresaglia di un un gruppetto di estremisti cristiani del Milithia Christi a piazza San Giovanni contro la parata, è stato assolutamente puerile e fuori luogo, come anche lo striscione con tanto di croce celtica che inneggiava ad una Roma della tradizione, subito rimosso peraltro. Dignità e partecipazione per un futuro di diritti e non di esclusione.
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