Il 5 agosto scorso la Croazia ha celebrato il quindicesimo anniversario dell'Operazione Tempesta con cui nel 1995 l'esercito croato riconquistò gran parte del territorio della Krajina dove la maggioranza serba si era proclamata indipendente quattro anni prima. L'offensiva, che segno la fine vittoriosa della guerra con la Serbia, provocò l'esodo di oltre 200 mila civili serbi: la cifra esatta come sempre in questi casi è diversa secondo le fonti, così come varia il numero di morti civili (circa 2000 secondo le organizzazioni non governative serbe), dei dispersi e delle abitazioni di serbi distrutte o depredate. Per la Croazia il 5 agosto è festa nazionale e anche quest'anno è stata celebrata la giornata di ringraziamento dei difensori della patria nella guerra degli anni ’90. In Serbia, nella Republika Srpska di Bosnia e nel resto delle comunità serbe dei Balcani si sono tenute invece funzioni religiose in memoria dei caduti e dei dispersi. Quella che per i croati è stata una legittima operazione militare per la riconquista del proprio territorio, per i serbi resta un'operazione di pulizia etnica. Per l'Operazione Tempesta, in effetti, sono a giudizio davanti al Tribunale internazionale per l'ex Jugoslavia gli ex generali croati Ante Gotovina, Ivan Cermak e Mladen Marcak, per i quali soso state chieste condanne tra i 17 e i 24 anni di reclusione. Anche quest'anno e nonostante il nuovo clima di distensione che si respira da qualche mese tra Belgrado e Zagabria, il 5 agosto è stato motivo di attrito tra i due Paesi.
ultimo aggiornamento: 10/02/2012 - 5:34
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