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Export Italia, reggono solo formaggi, vino, olio e pasta

In un mondo sempre più complesso, tutti abbiamo bisogno di conoscere lo stato della situazione e i cambiamenti previsti.

Export Italia, reggono solo formaggi, vino, olio e pasta

In un mondo sempre più complesso, tutti abbiamo bisogno di conoscere lo stato della situazione e i cambiamenti previsti. Non diversamente le aziende hanno bisogno di effettuare ricerche di mercato e accurate analisi con lo scopo di reperire informazioni affidabili, chiare, approfondite e ricche d’indicazioni decisionali importanti per il loro sviluppo. Con l'aiuto delle ricerche di mercato le imprese possono ottenere una visione attendibile su settori, congiuntura, comportamento dei consumatori, composizione ed evoluzione della domanda primaria, e le condizioni per muoversi con successo sui mercati esteri. L’analisi del mercato locale, nazionale o sovranazionale aiuta gli imprenditori a trasformare le idee in prodotti, e gli investimenti di marketing in profitti.


In una fase nera per i consumi interni, la domanda estera diventa sempre più importante per sostenere la nostra produzione agroalimentare, una sorta di escape strategy per superare la crisi. Nel 2011 l’export italiano di prodotti destinati alle tavole di tutto il mondo è cresciuto circa del 9%. I dati, resi noti dal  rapporto “Made in Italy” Coldiretti, dicono che si esporta in Unione Europea ma sono i Paesi extraeuropei a trainare il successo dei nostri prodotti di qualità. I settori premium nell’esportazione sono: formaggi e latticini (+16%), vino (+13%), olio (+7%) e pasta (+7%). A sorpresa, si è registrato anche un +20% di esportazione di birra in Gran Bretagna. Orientarsi in uno specifico mercato o Paese estero però non è semplice e risulta fondamentale poter acquisire informazioni attendibili e liste di potenziali partner o distributori grazie ad accurate analisi di mercato.

Le imprese di successo si distinguono per la loro approfondita conoscenza del mercato, dei clienti e dei concorrenti. Le domande più rilevanti al riguardo sono le seguenti: chi sono i potenziali acquirenti? quali sono le loro reali esigenze? com'è strutturato il mercato? quali sono le tendenze? quanti sono i competitori? cosa offrono? In altre parole: la conoscenza è per l’impresa una risorsa particolarmente importante nonché la principale fonte di vantaggio competitivo.

 

Il campo delle ricerche di mercato è un’area del marketing che richiede professionalità specifiche: ciò è dovuto sia alle molteplici metodologie e tecniche d’analisi esistenti, sia alla natura delle conoscenze di base cui occorre attingere. Tali motivazioni contribuiscono a creare nella mente degli imprenditori il pregiudizio che costi troppo investire in ricerca, forse perché ignorano che oggi, anche “grazie” alla crisi economica, esistono servizi professionali a prezzi assolutamente accessibili, che offrono una reale opportunità di crescita per le piccole e medie imprese che decidono di aggredire la crisi aprendo nuovi mercati, invece di indebolirsi diminuendo gli investimenti per far fronte alla contrazione dei consumi. Nei prossimi mesi (anni, per gli analisti più pessimisti) la diminuzione dei consumi sul mercato nazionale disegnerà nuovi scenari che andranno correttamente interpretati, pena la perdita di competitività. Per le imprese, anche per le piccole e le medie, forse è giunto il momento di fare meno affidamento sulle intuizioni e le supposizioni e investire maggiormente in conoscenza e adeguate metodiche di pianificazione dei processi commerciali.

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