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Fair play finanziario: cos'è e cosa rischia chi sbaglia

 NYON - Sono mesi che sentiamo parlare di fair play finanziario nel mondo del calcio, ma cos'è veramente? E cosa rischiano i club che dovessero sforare i limiti pensati dall'Uefa per contenere i costi e fare in modo che non ci siano squadre che, pur di vincere, si indebitano a tal punto da rischiare la bancarotta? Sono domande a cui cercheremo di rispondere nelle righe seguenti, precisando sin da subito che manca ancora un pò di tempo per capire se l'introduzione del fair play finanziario è una cosa positiva o meno.

Fair play finanziario: cos'è e cosa rischia chi sbaglia

 

NYON - Sono mesi che sentiamo parlare di fair play finanziario nel mondo del calcio, ma cos'è veramente? E cosa rischiano i club che dovessero sforare i limiti pensati dall'Uefa per contenere i costi e fare in modo che non ci siano squadre che, pur di vincere, si indebitano a tal punto da rischiare la bancarotta? Sono domande a cui cercheremo di rispondere nelle righe seguenti, precisando sin da subito che manca ancora un pò di tempo per capire se l'introduzione del fair play finanziario è una cosa positiva o meno. Soprattutto, bisognerà vedere se davvero riuscirà a raggiungere gli obiettivi per cui è stato pensato senza portare a "terremoti" calcistici, con fuga di club importanti dall'Uefa e creazione di Superleghe varie.

 

NO DEBITI - Le nuove regole del fair play finanziario, se i piani di Platini non troveranno ostacoli, dovrebbero essere approvate dall'Esecutivo dell'Uefa a dicembre. Intanto, però, i costi vanno contenuti a partire dalla stagione in corso. Il primo controllo ai bilanci, invece, è previsto a fine 2013 e si riferirà al biennio 2012/2013: al massimo una squadra potrà avere un debito di 45 milioni di euro. Chi sarà entro questa soglia non avrà problemi e potrà continuare ad operare tranquillamente. Chi, invece, dovesse sforare la cifra, andrà incontro a tre tipi di sanzioni (che arriveranno non prima della fine dei campionati del 2014 e saranno validi nelle coppe europee dell'anno seguente). 

 

SANZIONI - Come detto, i tipi di sanzioni sono tre. Innanzitutto lo stop al mercato: si tratta della sanzione meno dolorosa, che verrà applicata per chi "sgarra" di poco rispetto ai paletti fissati dall'Uefa. Lo stop al mercato sarà valido solo nelle coppe (anche perchè il fair play finanziario si applica solo nelle competizioni internazionali, non i campionato) e prevede che una squadra non possa schierare in campo quei giocatori che hanno provocato il "buco" in bilancio. La seconda sanzione è quella che prevede la trattenuta dei premi Uefa: come si vede, è una sanzione di tipo economico e per quelle squadre che, spesso, basano il proprio bilancio e il proprio mercato sui soldi provenienti dalla Champions o dalla Europa League, non si tratta di una cosa di poco conto. L'ultima e più grave punizione per chi infrange le regole di bilancio sarà l'esclusione dalle coppe: l'Uefa crede che questa sia una punizione sufficientemente grande da far desistere le società dallo sforare i limiti del fair play. Il punto, però, è che l'esclusione di qualche "pesce piccolo" non avrebbe grossi risvolti sulle manifestazioni, mentre escludere, ad esempio, l'Inter o il Barcellona o il Chelsea avrebbe tutt'altro impatto e significato. Da qui la paura che in futuro, i club esclusi o minacciati di esclusione possano pensare alla creazione di Superleghe. Ciò che preoccupa, inoltre, il presidente dell'Uefa è la possibilità che le squadre punite possano rivolgersi alla magistratura ordinaria per tutelarsi. Per scongiurare una cosa del genere, Platini ha già chiesto aiuto alla Commissione Europea: pare che Barroso sia dalla sua parte e voglia appoggiarlo. Nei prossimi mesi, quando cominceranno a delinearsi le situazioni economico-finanziarie delle squadre e di conseguenza le punizioni (eventuali) a cui potrebbero andare in contro quelle meno virtuose, ne sapremo sicuramente di più.

 

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