Fece calendario nuda, giornalista esclusa dagli esami
Una giornalista sarebbe stata “punita” dall’Ordine perché 10 anni fa ha posato nuda per un calendario.
Una giornalista sarebbe stata “punita” dall’Ordine perché 10 anni fa ha posato nuda per un calendario. Mariaceleste De Martino, 45 anni, sarebbe stata esclusa dalla commissione esaminatrice degli aspiranti giornalisti professionisti di cui, in un primo momento era stata chiamata a fare parte. La giornalista era stata convocata dall’Ordine per far parte della Commissione che avrebbe esaminato i candidati il 13 giugno 2011. Convocata con un telegramma il 20 maggio, a firma del presidente nazionale del consiglio dell’ordine, Enzo Iacopino, nel quale c’era scritto: “Informoti che insediamento commissione est fissato per lunedì 13 giugno 2011 at ore 16,30 presso sede ordine nazionale Roma via Parigi 11 stop. Cordialità et auguri buon lavoro”, cinque giorni dopo la De Martino riceve un altro telegramma, inviatole stavolta direttamente da Iacopino, nel quale c’è scritto: “Causa ridefinizione componenti 108esima sessione Sua nomina quale commissario effettivo est sospesa. Sua convocazione per riunione insediamento 13 giugno 2011 est annullata. Distinti saluti”.
Sembrerebbe che qualcuno, nel Consiglio nazionale dell’ordine, abbia messo gli occhi su un vecchio calendario piuttosto esplicito realizzato nel 2001 da Mariaceleste e ancora visibile su internet.
Il calendario consiste in una serie di foto in bianco e nero, con una Mariaceleste al naturale, senza veli, dove a volto coperto, usa il suo corpo non come merce di scambio ma bensì come denuncia verso le ingiustizie che dominano il mondo.
Gli scatti, realizzati da Riccardo Schicchi, già fotografo di Cicciolina, denunciano orrori come: guerra, terrorismo, inquinamento, globalizzazione. Effettivamente più intenti sociali che vero porno, e comunque realizzato molti anni fa.
E la stessa De Martino, nel 2001, spiegava le finalità “benefiche” di quelle foto, in un’intervista pubblicata sul sito Il Barbiere della Sera: “Ho voluto lanciare ai miei colleghi questo messaggio: la notizia va data tutta, le cose non vanno dette a mezza bocca. Ho voluto usare il mio corpo come mezzo di comunicazione. Non sono una pornogiornalista e nemmeno una giornalista in posa. Ma una che usa tutto ciò che possiede per lanciare un inno alla libertà”. La giornalista aveva poi promesso di devolvere i soldi incassati per i bambini afghani.
Ma purtroppo in Italia si sa, il moralismo non ha data di scadenza, e così i bacchettoni decidono: Vade retro, commissaria a luci rosse.
Mariaceleste De Martino, giustiziata dal bigottismo imperante, con un curriculum ricco di ogni genere di esperienze, finisce sul rogo dell’inquisizione giornalistica.
Ma in un Paese come il nostro, dove persone con lunghe carriere nel cinema hard non hanno preclusa nemmeno la strada che porta al Parlamento, in un Paese dove una ministra si gongola compiaciuta nel ricordo di una sua foto osé appesa su muri di carrozzieri o appiccicata dentro i mezzi dei camionisti, è possibile che tanto oscurantismo arrivi proprio da chi oscuro non dovrebbe essere? Merita viceversa indulgenza il degrado nei comportamenti dei politici al comando: non siamo forse tutti peccatori?
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