Gli australiani sono andati a letto sabato sera senza sapere chi guiderà il prossimo governo, con davanti un periodo di incertezza e un parlamento 'appesò (cioè senza la possibilità di formare una maggioranza), come è avvenuto in Gran Bretagna. Per la prima volta dalla seconda guerra mondiale, nonostante il sistema maggioritario uninominale che ha finora garantito l'alternanza, nessuno dei due maggiori partiti potrà raggiungere la maggioranza per governare da solo. Quando il conteggio dei voti è stato sospeso alla mezzanotte locale (le 16 in Italia) con il 77,5% dei voti scrutinati, i laburisti, che avevano vinto con larga maggioranza le elezioni del 2007, nella Camera di 150 membri sono scesi da 83 a 70 seggi, i conservatori sono saliti da 65 a 73, i verdi hanno conquistato un seggio, gli indipendenti salgono da due a quattro e tre seggi restano in bilico. Il leader dell'opposizione conservatrice Tony Abbott ha parlato stasera ai sostenitori di «orgoglio e soddisfazione per i risultati raggiunti», ma evitando ogni «trionfalismo prematuro». «Mi sento umile davanti alle responsabilità che ci attendono», ha aggiunto. «È stata una vittoria della democrazia... Il partito laburista ha perso definitivamente la sua maggioranza e la sua legittimità, ha perso il diritto di governare», ha detto, sottolineando che non si ha ancora un risultato definitivo, e che fino ad allora il governo Gillard continuerà ad operare in veste interinale. «Il popolo ha parlato, ma ci vorrà tempo prima di sapere cosa ha detto», ha dichiarato a sua volta la premier laburista uscente Julia Gillard, citando una frase di Bill Clinton. «Ogni voto è importante, ogni voto deve essere contato, e vedremo cosa succede nei prossimi giorni», ha detto ai fedeli del partito nel quartier generale laburista a Melbourne. Gli unici a celebrare stasera sono i verdi, rafforzati dal malcontento degli elettori verso i partiti maggiori, che per la prima volta guadagnano un seggio alla Camera. E confermano le previsioni di un ruolo di ago della bilancia in Senato, eletto con il proporzionale, con la prospettiva di salire da 5 a 9 senatori, e di poter condizionare la politica di un governo di minoranza, o di essere chiamati in coalizione. I verdi hanno raggiunto l'età adultà e sono indiscutibilmente il terzo grande partito in Australia, ha detto il leader Bob Brown. «Useremo questo voto del popolo australiano in maniera responsabile, per dare leadership alla nazione, lo useremo per innovare», ha aggiunto. PARLAMENTO IN BILICO Si fa sempre più concreta l'ipotesi di un 'parlamento in bilicò in Australia, dove lo spoglio dei voti delle elezioni federali continua a descrivere un testa a testa serrato tra il partito laburista e la coalizione conservatrice. Le ultime proiezioni diffuse dall'emittente Abc Australia assegnano 73 seggi al leader dell'opposizione Tony Abbott contro i 72 della laburista Julia Gillard, con i Verdi fermi a un solo seggio. Per ottenere la maggioranza assoluta sono necessari 76 seggi. GILLARD: "CONTARE FINO A ULTIMO VOTO" Bisognerà contare fino all'ultimo voto per stabilire chi sarà il nuovo primo ministro australiano. Lo ha dichiarato la premier uscente Julia Gillard, candidata del partito laburista, che ha parlato di risultato «too close to call», cioè con uno scarto troppo esiguo per poter ancora proclamare un vincitore. «Ogni voto è importante, ogni voto deve essere contato, e ciò avverà nei prossimi giorni», ha dichiarato la Gillard, mentre lo spoglio delle schede, che ancora non si è concluso, continua a descrive il suo testa a testa con il candidato conservatori Tony Abbott. Dopo il conteggio del 75,41% dei voti, i laburisti sono di nuovo in testa con il 50,53% delle preferenze, contro il 49,47% a favore della coalizione conservatrice. Un risultato che assegna 60 seggi al partito guidato dalla Gillard, contro i 59 del partito liberale di Abbott, mentre i Verdi sono fermi a un seggio. Lo scenario più probabile è quello di un «hung parliament», cioè un parlamento 'in bilicò senza una chiara maggioranza, per la quale sono necessari 76 seggi. Per conoscere i risultati definitivi potrebbero comunque volerci due settimane, dal momento che oltre due milioni di elettori hanno scelto di votare per posta e per legge, il conteggio dei voti arrivati per posta non può essere concluso prima di 13 giorni dalla data delle elezioni.