«Sì alle espulsioni, no ai rimpatri volontari e assistiti, quasi sempre senza esito, per chi viola la direttiva che fissa i requisiti per chi vive in un altro Stato membro: reddito minimo, dimora adeguata e non essere a carico del sistema sociale del Paese che lo ospita». Il sindaco di Milano Letizia Moratti appoggia la linea in materia di immigrazione annunciata ieri dal ministro dell'Interno Maroni. Intervistata dal Corriere della Sera, Moratti sottolinea l'importanza di intervenire sul reato di clandestinità. «In questo momento un clandestino che ha altri reati pendenti deve rimanere sul territorio italiano fino a quando non è stato giudicato e ha scontato la pena nel nostro Paese», spiega. «Abbiamo chiesto al governo di assorbire i reati come scippi, rapine e violenze nelle norme sulla clandestinità, in maniera tale che sia possibile l'espulsione immediata anche quando il clandestino deve rispondere di altri reati». Sulla linea adottata dalla Francia, «Sarkozy si sta occupando di una questione importante per la quale dovrebbe esserci più consapevolezza da parte dell'Unione europea rispetto a quelle nazioni che subiscono maggiormente la pressione migratoria», afferma Moratti. «Si parla 1,5 milioni di africani che premono principalmente sulle coste italiane, spagnole e francesi. È importante rafforzare la politica degli accordi con gli Stati ma anche prevenire l'immigrazione, aiutando le organizzazioni umanitarie con progetti di formazione, sostegno al lavoro avvio all'imprenditorialità». MANTOVANO: AVREMO APPOGGIO FRANCIA «Abbiamo sostenuto l'integrazione, ma vogliamo poter cacciare chi non vuole integrarsi e non è in grado di mantenersi con un lavoro onesto». A sostenere la posizione espressa ieri dal ministro Maroni è il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano, che auspica un'apertura da parte dell'Ue. «L'Italia è avanti rispetto alla Francia», dice Mantovano in un'intervista al Giornale. «Con il pacchetto sicurezza possiamo rispedire a casa i criminali, anche comunitari. Ora Bruxelles deve consentirci di farlo con i cittadini che non si sostentano da soli. Maroni - sottolinea - tornerà alla carica, e con l'appoggio della Francia, che sta operando scelte in questa direzione, forse i rapporti di forza potrebbero cambiare». «La Ue critica le iniziative dei singoli paesi ma non si assume la responsabilità di concordare fra tutti i membri una politica organica», denuncia Mantovano. «Siamo stati soli con i rom e siamo ancora soli nelle trattative con la Turchia e la Libia. La Ue critica, ma non sa decidere».
ultimo aggiornamento: 03/02/2012 - 23:31
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