Mps, si uccide David Rossi, portavoce e braccio destro di Mussari
Si è suicidato David Rossi, era il Responsabile Marketing e comunicazione, fedelissimo dell'ex presidente Mussari.
Succede l'incredibile, David Rossi, responsabile dell'area comunicazione di Monte dei Paschi di Siena, si è ucciso ieri sera gettandosi da un ufficio della sede dell'istituto a Rocca Salimbeni. Rossi era lo storico collaboratore dell'ex numero 1 di Mps, Giuseppe Mussari. La sua vita era di certo cambiata quando qualche settimana fa si presentarono i finanzieri perquisendo sia la sua casa che il suo ufficio. Rossi, fedelissimo dell'ex presidente Mussari aveva le deleghe per il marketing e la comunicazione. C'è da sottolineare come il 4 febbraio 2011 Mps risultava essere la quarta banca italiana nella classifica delle 15 banche a maggiore capitalizzazione tra quelle quotate sulla borsa italiana, prima di chiudere il 2011 con una perdita netta di 4,69 miliardi di euro.
A questo punto il 27 aprile 2012 l'assemblea dei soci su indicazione della Fondazione MPS nomina presidente del CDA della Banca Alessandro Profumo, già amministratore delegato di Unicredit dal 1998 al 2010, mentre amministratore delegato diviene , Fabrizio Viola che da gennaio 2012 è anche Direttore Generale.
Il 27 giugno 2012 viene approvato il nuovo piano di riassetto del gruppo Monte dei Paschi di Siena, fortemente improntato alla riduzione dei costi e alla razionalizzazione. L'operazione prevede la soppressione di oltre 4.600 posti di lavoro con incorporazione delle controllate e chiusura di 400 filiali entro il 2015.
I sindacati dei dipendenti del Gruppo si oppongono a questo piano di riassetto e indicono una serie di scioperi generali . Altissima è stata la partecipazione a tali iniziative, con adesione allo sciopero di circa l’85% del personale, con conseguente chiusura del 90% delle filiali su tutto il territorio nazionale. Da sottolineare però come David Rossi, fosse stato perquisito nei giorni scorsi, ma il suo nome non risultava nel registro degli indagati, questa sera intanto una nuova triste pagina di questa vicenda, nel cestino del suo ufficio gli investigatori avrebbero trovato un foglietto accartocciato dove sarebbe stato scritto: "ho fatto una cavolata".


