Forconi divisi. La situazione migliora
La protesta dei Forconi in Sicilia continua alleggerita ed andrà avanti almeno fino al 25 gennaio prossimo, termine consentito ai manifestanti dalle Questure.
La protesta dei Forconi in Sicilia continua alleggerita ed andrà avanti almeno fino al 25 gennaio prossimo, termine consentito ai manifestanti dalle Questure. I blocchi si sono allentati in quasi tutta l'isola, eccezion fatta soprattutto per la provincia di Agrigento e Catania. Iniziano a circolare camion che trasportano generi alimentari e autocisterne di benzina, che partono dagli stabilimenti di Priolo, Gela e Milazzo. Queasi ovunque vengono scortate dalla Polizia.
Lunghissime le code ai distributori già a partire dall'alba, dopo che a mezzanotte erano iniziati gli alleggerimenti di alcuni blocchi. A Palermo necessarie anche oltre tre ore per rifornire, molti cittadini si sono recati alle stazioni di servizio a piedi per riempire le taniche e fare scorte. Alcuni benzinai hanno addirittura organizzato turni numerati per gli automobilisti, con numeri che hanno superato le 350 unità.
Nel catanese, distributori e supermercati hanno dovuto attendere più a lungo che nel capoluogo per ottenere rifornimenti. E' lì infatti, in particolare al blocco del casello di San Gregorio, a Catania, che la situazione è più tesa. Questo pomeriggio, poco prima delle 16, il presidente del comitato Forza d'Urto, Mariano Ferro, ha annunciato la sospensione dei blocchi in Sicilia, col mantenimento comunque dei presìdi. "Ma la protesta non termina - ha dichiarato - si trasferirà a Roma". E presumibilmente a partire dal prossimo mercoledì 25, quando il presidente della Regione Lombardo incontrerà il Premier Monti nella capitale. Lo stesso Governatore ieri aveva espresso la volontà di avere i Forconi con lui a Roma.
Ma subito, appunto a Catania, è scattata la fronda nel Movimento: si è improvvisata una riunione, nel corso della quale Mariano Ferro è stato destituito da presidente del comitato. "Noi non andiamo a Roma, è Roma che deve venire qua" - hanno fatto sapere, annunciando che non hanno nessuna intenzione di mollare i blocchi. Molta tensione, dunque, quando dal casello di San Gregorio sono comunque ripartiti alcuni mezzi pesanti, favoriti dalla scorta delle forze dell'ordine. "Vogliamo che la protesta raggiunga il nostro popolo e lo spinga ad unirsi a noi" - queste le motivazioni di chi vuole manifestare a oltranza, all'ombra dell'Etna.
A Roma con molta probabilità i Forconi ci andranno; in che percentuale è da capire nelle prossime ore, in base a come si distribuiranno le posizioni tra gli oltranzisti e chi crede che sia giunto il momento di spostare la protesta sotto i palazzi del Governo nazionale. Intanto la situazione per la popolazione va gradualmente migliorando e la prospettiva in molte zone della Sicilia ha prospettive di ritorno alla normalità già a partire da domani.
Oltre lo Stretto, mentre si preparano scioperi a cominciare da domani a Lecce e da martedì in Sardegna, i presìdi in Calabria e a Pescara sono stati un sostanziale flop: a Crotone già ieri è stato sciolto quello alla rotonda tra le Statali 106 e 107, per carenza di numeri; una trentina invece i manifestanti al casello di Pescara Nord. In questi blocchi la presenza di estremisti di destra, anche a capo dei rispettivi movimenti, era stata accertata. Evidentemente proprio per questo non hanno ricevuto il seguito sperato.
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