Fornero, che gaffe: "Il Lavoro non è un diritto". E' bufera
La gaffe del Ministro del Lavoro è stata poi etichettata come un errore di espressione del concetto in inglese. Ma la bomba mediatica ormai era esplosa: "Ha giurato sulla Costituzione o su Topolino?" il commento della Lega. L'Italia, lo dice il primo articolo della Costituzione, è una repubblica fondata sul lavoro.
ROMA - «Questa riforma non è perfetta, ma è buona, soprattutto per quelli che entrano nel mercato del lavoro - dice Fornero in un'intervista al Wall Street Journal - Stiamo cercando di proteggere le persone, e non il loro posto di lavoro. Deve cambiare l'atteggiamento delle persone. Il posto di lavoro non è un diritto, deve essere guadagnato, anche attraverso sacrifici». Non siamo in presenza di refusi, bensì di una gaffe che dire grossolana è dir poco. A farla il ministro del lavoro e del welfare Elsa Fornero, nella giornata in cui la Camera approva in maniera definitiva la tanto discussa riforma del mercato del lavoro con 393 voti a favore, 74 contrari e 28 astenuti.
LA RISPOSTA AL WORLD STREET JOURNAL – La gaffe del ministro è da ricondurre alle critiche piovutegli nei giorni scorsi dalla stampa americana, ed in particolar modo al Wsj che aveva definita la riforma del lavoro “un tentativo inutile di svuotare il Lago di Como con mestolo e cannuccia”. Riforma che, ricordiamo, fu etichettata dal presidente di Confindustria Giorgio Squinzi come una "boiata".
LE CRITICHE - Le parole del ministro Fornero sono aberranti – è stato il commento di Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista - il lavoro in Italia è un diritto costituzionale. Concetto ribadito anche dalla Lega Nord: «Il lavoro è un diritto. Il ministro Fornero ha giurato sulla Costituzione o su Topolino?» si è chiesto il senatore del Carroccio, Gianvittore Vaccari. «Se i lavoratori per caso leggessero il Wall Street Journal di oggi - ha scritto Antonio Di Pietro sul suo blog - scoprirebbero che dal giorno alla notte hanno perso anche il diritto formale al lavoro. . Cara professoressa, questa è un'asineria bella e buona» il commento del leader dell'Italia dei Valori.
UN "ASINERIA" ANGLOFONA - «Il diritto al lavoro non è mai stato messo in discussione come non potrebbe essere mai visto quanto affermato dalla nostra Costituzione. Ho fatto riferimento alla tutela del lavoratore nel mercato e non a quella del singolo posto di lavoro, come sempre sottolineato in ogni circostanza». Secondo il ministro del welfare il misunderstanding sarebbe nato da un errata formulazione del concetto originale in ligua inglese.
BONANNI: DA QUESTA RIFORMA NON ARRIVA RILANCIO - "Questa riforma non risponde a quello che si era detto dall'inizio, e cioé che da queste norme ci sarebbero stati più posti di lavoro". Così il leader della Cisl Raffaele Bonanni, commenta l'approvazione definitiva della riforma del lavoro alla Camera, ai microfoni del Gr Rai. "C'é stato un approccio ideologico da parte del governo, come se agire su questo ambito potesse creare le condizioni di una nuova economia, di un rilancio". E sulle modifiche alla riforma, che il governo ha già promesso e che i partiti di maggioranza pretendono, Bonanni è netto: "Solo sul tema degli ammortizzatori sociali bisognerebbe allungare i tempi per utilizzare il nuovo criterio dell'Aspi, proprio per non creare difficoltà ai lavoratori. Sul resto, meno si tocca e meglio è; d'altronde il ministro Fornero vuol toccare solo per peggiorare".

