Frediano Manzi, in prima linea contro il racket
Frediano Manzi, presidente dell’associazione Sos racket usura, è in sciopero della fame e dei farmaci dal 21 giugno.
Frediano Manzi, presidente dell’associazione Sos racket usura, è in sciopero della fame e dei farmaci dal 21 giugno. Manzi dal 1997 denuncia la permeabilità di Milano alle infiltrazioni mafiose. Un fenomeno negato dal prefetto Gian Valerio Lombardi non più tardi di un anno fa. Manzi chiede poi alla politica di cambiare passo nella lotta all’usura , con la modifica due articoli della legge 108 del 1996, in modo da garantire una copertura con i fondi statali e regionali antiraket anche per i 625mila italiani che non hanno una partita iva (attualmente la legge lo impedisce) e tempi di rimborso più brevi per imprenditori e commerciati soffocati dalla criminalità organizzata. Da ultimo, Manzi chiede l’istituzione di una Commissione d’inchiesta per far luce sulla condotta tenuta da Carlo Ferrigno, ex prefetto di Napoli e ex presidente della Commissione nazionale antiracket nel triennio 2003-2006. Ferrigno è finito in manette lo scorso 11 aprile, perché avrebbe sfruttato la sua posizione per ottenere favori sessuali in cambio di permessi di soggiorno, impieghi in polizia e altro. Storie di sesso, di droga e di potere che avevano punti di contatto con il caso Ruby. Finora dal palazzo non si sentono risposte agli appelli di Manzi, che continua, senza paura, nella sua battaglia.
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