Bhopal, 1984 una tragedia da non dimenticare
Era il 3 dicembre del 1984 quando alle 11,58 una enorme nube tossica di isocianato di metile, fuoriesce da uno stabilimento della Union Carbide, multinazionale americana di pesticidi; in pochi istanti muoiono avvelenate 2.

Era il 3 dicembre del 1984 quando alle 11,58 una enorme nube tossica di isocianato di metile, fuoriesce da uno stabilimento della Union Carbide, multinazionale americana di pesticidi; in pochi istanti muoiono avvelenate 2.259 persone che abitavano lo slum di Bophal (lo slum è una baraccopoli). Le sostanze tossiche provocarono lesioni gravissime alle vie respiratorie, bastavano due boccate e la morte sopraggiungeva con dolori e sofferenze simili all'ingestione di acido. Negli anni si stima che i morti siano stati 25.000, i malati che hanno subito direttamente danni dalle inalazioni sono oltre 550.000, invalidi perenni quasi 4.000. Mutazioni genetiche, gravi malformazioni, cecità e gravissime conseguenze incurabili. Nel 1999 la Dow Chemical acquistò per circa 10 miliardi di dollari la Union Carbide e l'India si costituì parte civile per chiedere 3 miliardi e 300 milioni per le vittime del disastro. Si patteggiò per poco meno di 500.000 dollari ed ogni vittima ricevette 300 dollari di risarcimento! Alla luce di questa ingiustizia inaudita oggi compare il nome della Dow Chemical tra gli sponsors dei giochi olimpici di Londra del 2012. La cosa non può essere accettata, un disastro che ha in pochi secondi devastato le vite di migliaia di persone, gente povera, senza diritti e senza speranze, appare come una beffa nei confronti di un mondo dimenticato. Il comitato organizzatore dei giochi 2012, dopo la decisione di accettare la Dow Chemical come sponsor, dovrebbe volgere uno sguardo al passato, a quella tragedia di 26 anni fa; le immagini di questa galleria non hanno bisogno di commenti, solo uno:
Boicottaggio, boicottaggio per i giochi, in virtù di una giustizia che finalmente trovi spazio, laddove individui senza coscienza non hanno occhi né cuore e che il mondo intero si svegli per gridare "Vergogna!".
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