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Rivoluzioni, disastri climatici, incoscienza umana, scatti dal 2011

Pochi giorni ancora ed il 2011 sarà passato.

Pochi giorni ancora ed il 2011 sarà passato. Avrà lasciato memorie indelebili: grandi rivoluzioni, disastri ambientali spesso causati dalle manovre umane su territori e clima. Un anno da ricordare, magari affinché la memoria di tali tragedie possa insegnare all'essere umano qual è la strada giusta; paesi arabi in fiamme, ancora guerre del petrolio, crisi economiche pianificate, tsunami e disastri nucleari laddove la mano dell'uomo, come sempre, rompe un equilibrio sottile. Immagini forti, conosciute, devastanti, scatti di istanti rubati al dramma che si consuma ogni giorno, non importa quanto distanti siano da noi, il dramma comunque ci raggiunge e girare la testa dall'altra parte non serve. Che il coraggio di cambiare possa finalmente stupire, in questo precipizio che appare senza fondo, sarebbe bello trovare una roccia grande per interrompere la caduta, ricominciando a salire, aggrappandosi alle possibilità che la coscienza offre. Guardare in basso non serve più, per salire bisogna volgere lo sguardo verso l'alto, altrimenti le vertigini afferrano le convinzioni trasformando quel coraggio in paura del futuro; avere coscienza vuol dire agire, non chiudere gli occhi e combattere contro le ingiustizie, se tutti gridassero contro gli abusi, contro la violenza, contro il potere occulto, le voci sarebbero molto più forti dell'apparente "sovranità di pochi" e quei miserabili sistemi politici  si sgretorebbero sotto il peso di migliaia di voci all'unisono che diventano una sola, unica voce... buon futuro a tutti!

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