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Genitori dalla camorra: "Via i bimbi rom”. Il campo nomade brucia

È di poche ore fa la sentenza per un fatto sconvolgente che ha visto Napoli come sede, alcuni genitori come miccia, e la Camorra come vera e propria scintilla.

Genitori dalla camorra: "Via i bimbi rom”. Il campo nomade brucia

NAPOLI – I carabinieri hanno da poco accertato che a rivolgersi alla camorra – era il lontano 2010 - per scacciare alcuni bimbi rom da una scuola elementare di Napoli furono alcuni genitori. La zona in questione è quella situata esattamente in via Gianturco. Nello specifico, alcuni genitori presi dal malcontento generale di “vedere i loro figli studiare assieme ad alcuni bimbi rom”, prima chiesero l’intervento del Preside della stessa scuola – affinché prendesse seri provvedimenti in merito, o meglio, affinché li mandasse via per sempre - poi, non particolarmente soddisfatti, si rivolsero immediatamente al capo clan della zona. Dall’altra parte, però, i genitori dei bimbi nomadi in questione non sono di certo rimasti indifferenti a quel tipo di attacco, anzi: in poco tempo hanno sporto denuncia contro ignoti, chiedendo al contempo alle Forze dell’Ordine di indagare all’istante, ma soprattutto di fare qualcosa di concreto. Il procuratore aggiuntoRosario Cantelmo – ha parlato in queste ore di raid incendiari “vili e feroci”, testuali parole prese dal suo comunicato. Il lavoro degli Agenti ha portato all’arresto di 18 persone – tutte appartenenti al clan Casella-Circone – che ai tempi controllava l’intera area orientale di Napoli. Gli arresti sono stati effettuati grazie all’aiuto congiunto di Carabinieri e Polizia. Le persone sono state arrestate con l’accusa di “associazione mafiosa”, “tentato omicidio”, “estorsione” e “danni” procurati dall’incendio alle cose, e non ultimo: “odio razziale”. Dagli atti della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli sono emersi atti illeciti da parte del clan, quantificabili in estorsioni legate ad alcuni imprenditori della zona. Si parla di ricettazione, di riciclaggio, furti d’auto, solo per citare i principali. L’incendio, in particolare, è avvenuto esattamente il 2 dicembre 2010. Il procuratore aggiunto ha così dichiarato: “Gli affiliati volevano distruggere tutto quanto, solo per evitare che i bambini nomadi continuassero a frequentare la stessa scuola dei loro figli”.  

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