Gheddafi: Berlusconi rompe, ma con garbo
ROMA - Tra Italia e Libia c'è stata una rottura pacata.
ROMA - Tra Italia e Libia c'è stata una rottura pacata. Silvio Berlusconi e il suo Governo si allineano ufficialmente con la condanna unanime a Gheddafi. Finalmente arriva una presa di posizione abbastanza chiara, dopo un atteggiamento fin troppo ambiguo adottato nel giudicare la repressione attuata dal Colonnello Libico. Oggi Berlusconi è intervenuto sull'argomento al Congresso dei Repubblicani: "Sembra che effettivamente Gheddafi non controlli più la situazione in Libia" ha detto, per poi aggiungere che "La priorità ora è mettere fine al bagno di sangue e sostenere il popolo libico" processo per il quale "l’Italia si impegnerà a cooperare in tutti i fori multilaterali per una soluzione rapida e pacifica della crisi". Il Cavaliere però continua ad agitare lo spauracchio dell'integralismo islamico perseverando nella gaffe di evocare scenari peggiori rispetto a quelli mantenuti per decenni dalle dittature di Ben Ali, Gheddafi e Mubarack: praticamente sembra già rimpiangerli. Anche le dichiarazioni di Ignazio La Russa mantengono lo stesso contegno di garbata rottura: "Di fatto, il Trattato tra Italia e Libia non c’è più, è inoperante, è già sospeso" ha dichiarato riguardo al trattato siglato nel 2008, ma senza enfatizzare il fatto, considerandola solo una rottura "de facto", anzi augurandosi "che un domani ci sia uno Stato libico in grado di rispettare l’intesa".
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