Gheddafi morto: ecco le reazioni del mondo
Quali sono state le reazoni del mondo alla morte di Gheddafi? Vediamole insieme.
Quali sono state le reazoni del mondo alla morte di Gheddafi? Vediamole insieme.
Barack Obama, presidente degli Stati Uniti:
"Questo avvenimento segna la fine di un lungo e doloro cammino del popolo libico, che ora ha l'opportunità di costruire il proprio destino con una Libia nuova e democrativa. Senza mettere un solo membro delle forze armate statunitensi sul territorio, abbiamo perseguito il nostro obiettivo. L'avvenimento di oggi fa capire che i governi dal pugno d'acciaio arrivano inevitabilmente alla loro fine".
Ban Ki-moon, segretario generale dell'Onu:
"Questo avvenimento segna solo l'inizio. Il cammino per la Libia e la sua popolazione sarà difficile. Ora è il momento giusto perché tutti i libici si uniscano. Solo loro possono avverare la promessa di un futuro migliore, con l'unità nazionale e la riconciliazione. I combattenti, di entrambe le parti, dovranno lasciare le armi, pacificamente. Questo è il momento per risanare le ferite e iniziare la ricostruzione. E' tempo di essere generosi di spirito. Mentre le autorità di trasazione si preparano alle elezioni e seguono i passi necessari per la ricostruzione di una nuova nazione, le parole da tenere in conto sono 'inclusione' e 'pluralismo'".
David Cameron, primo ministro del Regno Unito:
"Oggi è un giorno per ricordare tutte le vittime di Gheddafi. Da quelle che morirono per l'attentato del volo di Pan Am sopra Lockerbie, fino a Ivon Fletcher, in una strada di Londra e, ovviamente, a tutte le vittime del terrorismo di IRA che morirono. Dobbiamo anche ricordare i molti, moltissimi, libici che morirono per questo dittatore brutale e per il suo regime. La gente in Libia oggi ha una possibilità ancora più grande, dopo questa notizia, di costruire per se stessa un futuro solito e demoratico".
Nicolas Sarkozy, presidente della Francia:
"Questo è il momento per la riconciliazione nell'unità e nella libertà. La scomparsa di Muamar Gheddafi è un gran passo in avanti nella lotta dei libici, durata più di otto mesi, per liberarsi del regime dittatoriale e violento che hanno avuto per più di 40 anni. La liberazione da Gheddafi sta ad indicare l'inizio di un processo per stabilizzare un sistema democratico, in cui tutti i gruppi del Paese vedano garantite le libertà fondamentali. Adesso è il momento della riconciliazione, dell'unità e della libertà".
Silvio Berlusconi, Primo ministro italiano:
"Sic transit gloria mundi (la gloria del mondo è effimera). Ora la guerra è terminata".
Dimitri Medvedev, presidente della Russia:
"Speriamo che ci sia pace in Libia e che tutti coloro che stanno governando lo Stato raggiungano un accordo finale sulla configurazione del potere. Speriamo inoltre che la Libia diventi uno Stato democratico e moderno".
John McCain, senatore statunitense:
"La morte di Gheddafi segna la fine della prima fase della rivoluzione in Libia. Anche se in alcune zone del Paese continuano ancora gli scontri, i libici hanno liberato il proprio Paese. Ora, i libici possono concentrarsi nella fortificazione dell'unità nazionale, ricostruire il proprio Paese e la propria economia, procedere con la transizione alla democrazia e proteggere la dignità dei diritti umani di tutta la popolazione libica".

