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Giancarlo Galan: "Il Pdl ha fallito, è ora di cambiare"

 ROMA - E' un Giancarlo Galan estremamente deluso quello che, intervistato dal Corriere della Sera, ha fatto il punto sullo stato di salute del Popolo della Libertà.

Giancarlo Galan: "Il Pdl ha fallito, è ora di cambiare"

 

ROMA - E' un Giancarlo Galan estremamente deluso quello che, intervistato dal Corriere della Sera, ha fatto il punto sullo stato di salute del Popolo della Libertà.

 

Forza Italia - Galan, oltre che essere stato per tanti anni governatore del Veneto, è stato soprattutto uno dei fondatori di Forza Italia e a distanza di anni ancora rimpiange il vecchio partito rispetto al Pdl: "Lo spirito dei Forza Italia, nel Pdl si è più che annacquato. Si ha la sensazione che si siano traditi quei principi che erano alla base della nascita di Forza Italia. E, è quello che pensiamo, l'azione di governo stessa non rispecchia in alcuni settori quelle ispirazioni e quelle idee".

 

Centro di potere - Altro tema caro a Galan è quello relativo al ruolo di Berlusconi: "Trovo negativo che il centro delle decisioni in campo economico, e non solo quello, non sia più a Palazzo Chigi ma a via XX Settembre". Per cambiare questa situazione Galan e altri stanno lavorando "perchè Berlusconi ritorni a guidare il partito nel modo più visibile possibile e riprenda in mano l'azione di governo".

 

Superman, Scajola e Miccichè - Come se non bastasse, Galan ne ha anche per quelli che tendono ad accumulare cariche: "Nel Pdl c'è l'abitudine di accumulare gli incarichi. Non si può essere superman e dividersi tra una carica importante nel partito e una da ministro di peso". A La Russa saranno fischiate le orecchie, ma a Scajola è andata anche peggio, visto che Galan non ha belle parole per l'ex ministro dello Sviluppo economico: "E' stato un grande coordinatore unico. Ma nel suo discorso, nei tempi, nelle modalità di intervento non si è vista quella purezza cristallina che si sperava di avere da lui. Questa sua fondazione, il rivendicare di avere 20-30-50-80 deputati e senatori... Uno prima si fa una lista, prende consensi, poi dice "queste persone rispondono a me": non si auto-attribuisce gli eletti con i voti di Berlusconi...". Chiusura per "l'amico di vecchia data" Miccichè: "Faccio fatica a capire le cose siciliane, ma so benissimo che lui è sempre in buona fede e ha dentro quello spirito originario di noi della prima ora. Non so se fa bene a fare un soggetto nuovo. Ma certo è un brutto indizio che sia costretto a fondare un partito per restare quello che è".

 

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