Grecia, nuovi tagli da 13.5 mld. Samaras s'inchina a Berlino
E' il nuovo piano di tagli alla spesa pubblica varato dal nuovo Governo di Samaras. Più che piano di Samaras, però, si deve parlare di una sorta di riflesso parlamentare di quanto voluto dai maggiori leader europei e soprattutto dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, che ha voluto come garanzia per nuovi aiuti ulteriori tagli alla spesa pubblica.
ATENE – La Grecia fa i compiti a casa e li fa pure bene. Questo quanto di deduce dall'edizione odierna del quotidiano greco Kathimerini, secondo cui il Governo Samaras starebbe varando un nuovo pacchetto con una riduzione della spesa pubblica pari a 13,5 miliardi di euro e non più per 11,5 miliardi come previsto in un primo tempo (sempre dalla Trojka). Ad annunciarlo lo stesso ministro delle Finanze Yannis Stournaras, dopo un incontro col premier Antonis Samaras. Il motivo dell'aumento? Secondo il succitato quotidiano ellenico, dopo che saranno entrati in vigore i nuovi tagli agli stipendi e alle pensioni, le entrate fiscali e quindi i contributi previdenziali diminuiranno provocando un "buco" nel bilancio di altri due miliardi di euro. Niente di nuovo oltre quello auspicabile e pronosticabile. Samaras, invocato dai leader internazionali (e poi eletto dai greci) per le sue intenzioni di ottemprare agli obblighi imposti dalla Trojka per rimanere nell'eurozona a poco più di due mesi dalla sua elezione pone le basi per mantenere la sua promessa. Il tutto entro il mese prossimo, quando la Trojka (Ue, Bce e Fmi) torneranno a fare controlli sotto l'ombra del Partenone. Probabilmente notando il giusto piglio da parte dei greci nell'affrontare la crisi economica internazionale.
LA STESSA CIFRA DEL MAXI-BUCO – Proprio nei giorni scorsi si era parlato di un maxi-buco di 14 miliardi di euro nelle casse elleniche. Quasi al stessa cifra della nuova manovra del Governo Samaras. Si era detto che la Grecia era un pozzo senza fondo, che non potevano essere erogati nuovi aiuti (questo quanto dichiarato dal ministro delle finanze tedesco Schaeuble) se non fossero stati fatti tagli e riforme strutturali annesse. Con questo ennesimo bagno di sangue, il governo di Atene, pone il primo step (quello dei tagli appunto) per rientrare nel diktat impostoda Berlino per la concessione di nuovi aiuti e per porre le fondamenta per la permanenza della Grecia nella zona Euro. Forse proprio di questo si parlerà la prossima settimana negli incontri tra Samaras, la Merkel e gli altri leader europei, quando a testa china il capo del Governo ellenico chiederà con nuove e attesissime credenziali nuova linfa per le finanze del suo Paese.
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